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Bce: "Aumentati rischi al ribasso, serve stimolo monetario"

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Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso nell'ultima riunione un "insieme articolato di decisioni di politica monetaria" con l'obiettivo di "fornire un considerevole stimolo monetario per assicurare il perdurare di condizioni finanziarie molto favorevoli che sostengano l’espansione dell’area dell’euro, l’accumularsi di pressioni interne sui prezzi attualmente in corso e quindi la stabile convergenza dell’inflazione sul valore perseguito nel medio termine". Lo scrive la Bce nel Bollettino appena diffuso sottolineando come "a livello mondiale le spinte inflazionistiche dovrebbero rimanere contenute, mentre si sono intensificati i rischi al ribasso per l’attività economica globale". 

I principali indicatori basati sulle indagini congiunturali "continuano a segnalare una complessiva debolezza dell’attività mondiale", scrive ancora la Bce, segnalando ad esempio come il Pmi mondiale composito relativo al prodotto, esclusa l’area dell’euro, "ha mostrato un ulteriore diminuzione nel secondo trimestre del 2019 e, dopo una lieve ripresa a luglio, una nuova flessione nel mese di agosto". 

"Il rallentamento nella prima metà dell’anno - scrive la Bce - ha interessato sia le economie avanzate sia quelle emergenti, sebbene di recente sia stato registrato un lieve rialzo nell’indicatore del PMI composito delle economie emergenti. Anche l’attività mondiale nel settore dei servizi, che nel complesso aveva mostrato una tenuta maggiore all’inizio dell’anno, ha subito un peggioramento nel secondo trimestre ed è diminuita ulteriormente ad agosto, ma si è mantenuta al di sopra della soglia di 50. L’attività manifatturiera mondiale è andata tendenzialmente calando nel corso dell’ultimo anno".