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Bce, banchieri centrali hanno chiesto consapevolezza maggiore rischi inflazione-fonti

·3 minuto per la lettura
Lo skyline con il distretto bancario e la sede della Banca centrale europea a Francoforte

FRANCOFORTE (Reuters) - Durante il meeting della scorsa settimana, i banchieri della Bce hanno cercato di far emergere una maggiore consapevolezza riguardo ai rischi dell'inflazione, ma sono stati respinti dal capo economista Philip Lane, in un dibattito insolitamente acceso, secondo alcune fonti vicine alla discussione.

Diverse banche centrali di tutto il mondo, come la Federal Reserve statunitense, hanno preso atto che l'inflazione potrebbe rivelarsi più ostinata e persistente di quanto previsto inizialmente, mentre la Bce è rimasta fedele alla propria visione secondo cui la crescita dei prezzi al consumo scivolerà nuovamente al di sotto del target in maniera autonoma alla fine del 2022.

In quello che è stato definito un meeting teso e dai toni decisi, un numero significativo di banchieri centrali ha messo in discussione la qualità delle proiezioni Bce, in ragione della loro affidabilità a singhiozzo, e ha sostenuto che l'inflazione potrebbe concludere il prossimo anno al di sopra delle attese Bce.

"Più di qualcuno ha chiesto una maggiore consapevolezza dei rischi legati all'inflazione, ma Philip (Lane) ha respinto con forza questa visione", ha detto una delle fonti. "Dopo un lungo dibattito, sembra si sia giunti ad un accordo su 'lievi rischi inflazionistici', ma anche questa formula non è stata riportata nel comunicato".

La massima concessione effettuata dal presidente Bce Christine Lagarde a questa visione è stato il commento secondo cui "esiste potenzialmente un rischio inflazionistico", in risposta ad una domanda di un giornalista.

"Il comunicato non ha restituito il tono del nostro dibattito", ha dichiarato una seconda fonte.

Benché Lagarde abbia cercato l'unanimità, quattro banchieri centrali si sono opposti al pacchetto di misure che ha ridotto lo stimolo monetario, prolungandone però la durata.

La fronda è composta dal tedesco Jens Weidmann, dal lussemburghese Gaston Reinesch e dall' austriaco Robert Holzmann, che hanno votato contro alle misure, mentre il belga Pierre Wunsch, che non ha diritto di voto, si è comunque dichiarato contrario.

I portavoce della Bce, e delle banche centrali di Austria, Belgio, Germania e Lussemburgo non hanno commentato.

Lo scorso mese l'inflazione ha raggiunto il 4,9%, il massimo mai registrato nella storia dell'euro e oltre il doppio rispetto al target Bce del 2%. L'indice dei prezzi al consumo continuerà a crescere a ritmi simili nei prossimi mesi, ma la Bce prevede che entro il quarto trimestre del 2022 tornerà all'1,9%.

In effetti la banca ha quasi raddoppiato le proprie stime per l'inflazione nel 2022 al 3,2% la scorsa settimana, ma le proiezioni per il futuro meno prossimo sono state riviste solo leggermente al rialzo, con la crescita dei prezzi che è prevista al di sotto del target sia nel 223 che nel 2024.

"Non è stata la discussione più amichevole" ha detto un'altra fonte. "Gli animi si sono scaldati parecchio in alcuni momenti e i dissidenti hanno ricevuto forti pressioni per unirsi alla maggioranza".

I banchieri centrali sono apparsi contrariati soprattutto dalla tendenza dei modelli a ritornare verso la media di lungo periodo mentre con ogni probabilità l'economia subirà cambiamenti profondi negli anni post-pandemici.

Dal vertice di giovedì, i governatori delle banche centrali tedesca, portoghese e lituana hanno dichiarato in pubblico che esiste il rischio che l'inflazione superi le proiezioni Bce.

I banchieri centrali che hanno votato contro il pacchetto di misure erano anche scontenti a causa della lunghezza dell'impegno della Bce, inclusa la decisione di reinvestire la liquidità dai bond che arriveranno a scadenza nel corso del 2024.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Roma Stefano Bernabei, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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