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BCE: calo occupazione maggiore per i dipendenti temporanei, giovani e lavoratori poco istruiti

Alessandra Caparello
·1 minuto per la lettura

Nel secondo trimestre del 2020 il totale delle ore lavorate è diminuito in tutti i principali settori nell’area dell’euro. Il calo – - dice la Bce nel suo Bollettino econmico – ha entità diverse a seconda dei settori, in parte per effetto della rigidità delle misure di lockdown che hanno interessato ciascun comparto. Il calo dell’occupazione è stato maggiore per i dipendenti temporanei, i giovani e i lavoratori con bassi livelli di istruzione. Il lavoro a distanza è in grado di attenuare i costi economici delle misure che impongono la permanenza a casa e il distanziamento sociale. La crisi legata al COVID-19 e le relative politiche adottate hanno determinato un più diffuso ricorso al telelavoro. In Europa oltre un terzo dei lavoratori ha iniziato a lavorare da remoto in conseguenza della pandemia. Ciò, si legge nel bollettino, ha probabilmente sostenuto l’occupazione e le ore lavorate in alcuni settori e per alcune categorie di lavoratori, in particolare per quelli con un elevato livello di istruzione. È probabile che la crisi porti a un incremento delle esigenze di riallocazione del lavoro e si prevede che esse saranno tanto maggiori quanto più lunga sarà la crisi.