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Bce, domani Consiglio direttivo e nuove stime su Pil e inflazione

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 10 mar. (askanews) - I banchieri centrali dell'area euro si ritrovano domani, con la seconda riunione di politica monetaria del Consiglio direttivo Bce da inizio anno mentre si trascina e si allarga il ritardo sulla ripresa di Eurolandia rispetto agli Usa. Le decisioni verranno comunicate alle 13 e 45, mentre alle 14 e 30 la presidente Christine Lagarde terrà la consueta conferenza stampa esplicativa, durante la quale riferirà anche le nuove previsioni economiche.

I tecnici dell'istituzione avranno infatti completato l'aggiornamento trimestrale delle stime su crescita e inflazione, in tempo per la riunione del Consiglio. Lo scorso dicembre pronosticavano una ripresa del 3,9% nel 2021, dopo il crollo del 2020 da crisi pandemica, un più 4,2% nel 2022 e più 2,1% nel 2023. Cifre che potrebbero essere ritoccate alla luce della debolezza attesa anche sul primo trimestre, sebbene più avanti siano attesi netto recuperi dell'economia.

Alcuni analisti hanno ipotizzato che la Bce domani possa procedere a nuove "ricalibrazioni" del programma anticrisi Pepp, tuttavia non è per nulla scontato che decida di muoversi già adesso, dato che dispone di ampi margini, temporali e quantitativi, sul residuo dello stesso programma, la cui dotazione totale è di 1.850 miliardi di euro.

Altri analisi, infatti, come François Rimeu di La Française AM ritengono che la Bce si limiterà a rimettere enfasi sulla retorica, magari accentuando le indicazioni su un'azione per combattere la minaccia di un forte aumento dei rendimenti, con tutte le opzioni aperte. E che probabilmente riaffermerà anche l'importanza della flessibilità del Pepp, il piano di acquisti antricrisi pandemica.

Sull'inflazione, lo scorso dicembre i tecnici Bce prevedevano 1% nel 2021, 1,1% nel 2022 e 1,4% nel 2023. Anche qui, forse, qualche variazione potrebbe vedersi, dopo che da gennaio il caro vita ha segnato uno scatto rialzista portandosi allo 0,9% dopo quattro mesi consecutivi sottozero, al meno 0,3%. Ma alla base di questa risalita vi sono stati soprattutto fattori una tantum e a più riprese diversi esponenti Bce hanno avvertito che dal lato della domanda permane un quadro di debolezza.

Intanto l'euro risale leggermente in serata, a 1,1923 dollari dopo alcune sedute di rinnovata volatilità e dopo che ieri la valuta unica aveva proseguito precedenti ribassi scendendo ai minimi da oltre tre mesi, poco sopra 1,18 dollari.