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Bce e spread, tutto il peso della comunicazione

(Adnkronos) - L'annuncio di una riunione straordinaria del Consiglio della Bce, per affrontare un problema che è nato dopo le decisioni prese e comunicate (male) al mercato, innesca una brusca risalita in Borsa e un'altrettanto netta inversione di tendenza dello spread, che scende immediatamente. Non è detto che arrivino nuove misure ma il solo fatto di ammettere che ci sia un problema, offrendo disponibilità ad affrontarlo, produce un risultato immediato.

E' l'ennesima dimostrazione di quanto sia centrale la comunicazione per trasmettere le conseguenze reali delle decisioni di politica monetaria ai mercati. Quando è efficace, è capace di innescare reazioni positive che vanno anche oltre la portata effettiva delle misure, pure straordinarie, messe in campo. Succedeva con Mario Draghi alla presidenza, durante e dopo le difficilissime crisi del 2008 e del 2011. Accade meno oggi, con la guida di Christine Laqarde, molto più convenzionale e meno attenta alle parole.

Il nodo è spiegare le intenzioni e soprattutto prevedere quale possa essere la reazione a un annuncio che cambia lo scenario, per contenerne la portata entro limiti gestibili. Non vuol dire, come la polemica politica soprattutto in Italia ha tentato subito di fare, contestare una direzione o una scelta. Vuol dire spiegare perché si prende una direzione e cosa si vuole fare per rendere la scelta fatta produttiva.

Il passo di questa mattina è proprio per questo ancora più significativo. La Banca centrale europea ha convocato una riunione straordinaria del Consiglio direttivo per "discutere le attuali condizioni di mercato", ovvero per valutare le recenti turbolenze sui mercati obbligazionari. L'obiettivo minimo è quello di concordare una linea comune su quali misure adottare nel caso in cui gli spread, a partire da quelli dei Paesi più esposti come l'Italia, superassero le soglie di guardia.

Prima ancora che la riunione si tenga, c'è stato un salto nella comunicazione. L'ha fatto ieri l'economista tedesca Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo della Bce, durante un discorso alla Sorbona a Parigi. La Bce, ha detto, sta "monitorando molto attentamente gli sviluppi sui mercati" ed è pronta a "reagire ad emergenze nuove sia usando gli strumenti esistenti che potenzialmente, con strumenti nuovi", per fronteggiare "aggiustamenti dei prezzi che minaccino la trasmissione della politica monetaria".

Un messaggio chiaro, netto, difficilmente fraintendibile. E' anche significativo che arrivi da un tedesca e che, di fatto, sia un'economista tedesca a esercitare un ruolo di supplenza rispetto a una presa di posizione che poteva, e doveva, arrivare giovedì scorso direttamente da Christine Lagarde.

(di Fabio Insenga)

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