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Bce, FT: studia correttivi ai Tltro contro extra profitti banche

Image from askanews web site
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Roma, 4 lug. (askanews) - La Banca centrale europea sta studiando meccanismi o soluzioni per impedire alle banche di realizzare profitti supplementari involontariamente agevolati dalla politica monetaria stessa, sfruttando nel contesto di rialzo dei tassi il differenziale che si va ad allargare tra le condizioni dei mega rifinanziamenti a lungo termine (Tltro), erogati alle banche stesse, e anche il semplice strumento di deposito presso la Bce. Lo riporta il Financial Times, citando fonti anonime vicine alla questione. Mercoledì si svolgerà un Consiglio direttivo senza successivi annunci di decisioni di politica monetaria.

Secondo le indiscrezioni del quotidiano alla Bce si riterrebbe "inaccettabile" assicurare alle banche utili extra mentre si stanno aumentando i costi di finanziamento per imprese e famiglie: peraltro mentre le banche stanno elargendo bonus e gratifiche al personale e dividendi agli investitori.

Un possibile intervento sarebbe cambiare i termini dei finanziamenti ultra agevolati, in modo che sarebbe meno evidente realizzarvi utili. Del resto, nota il Financial Times, la Bce ha effettuato una mossa in direzione opposta durante la crisi. I Tltro sono stati replicati nel 2019, inizialmente agganciati al tasso dei depositi pari al meno 0,50%, ma successivamente in risposta alla crisi causata dal lockdown e misure anti Covid la Bce ha reso ulteriormente favorevole questo tasso portandolo di fatto al meno 1%, puntando a che le banche impegnassero questi fondi nell'economia reale piuttosto che ridurre il loro bilanci.

Successivamente la Bce ha riagganciato i tassi dei Tltro a quelli dei depositi tuttavia, nota il quotidiano, il tasso effettivo viene calcolato sulla media del triennio in cui vengono concessi i rifinanziamenti.

Le banche possono restituire questi fondi in anticipo ma il mese scorso queste restituzioni anticipate sono state inferiori al previsto. Questo sarebbe un possibile segnale del fatto che diverse banche potrebbero cercare di sfruttare questa specie di "carry trade" tra tassi per realizzare facili utili.

La Bce ha già annunciato che a luglio alzerà i tassi di 25 punti base - e i dati sull'inflazione ulteriormente aumentata nell'area euro potrebbero rilanciare le istanze per una stretta anche più vigorosa - e che a settembre effettuerà un ulteriore aumento che potrebbe risultare anche più energico. In questo modo tra tre mesi il tasso sul depositi sarebbe almeno al più 0,25%, a fronte del meno 1% di quello dei Tltro.

Secondo i calcoli di Morgan Stanley con questo meccanismo le banche potrebbero incamerare tra 4 e 24 miliardi di euro di extra profitti prima della fine dell'ultima tranche di questi maxi rifinanziamenti, che scade e dicembre 2024.

Peraltro il possibile correttivo dal versante monetario giunge mentre, parallelamente, la scorsa settimana il presidente del ramo di vigilanza bancaria della Bce, Andrea Enria aveva avvertito che si sarebbe discussa la possibilità di "proporre" alle banche di rivedere le loro previsioni sui livelli patrimoniali, alla luce di scenari avversi su guerre e forniture di energia, e conseguentemente di rimettere mano anche i piani di distribuzione dei dividendi.

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