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Bce: la ripresa economica è incerta, pronti ad adeguare gli strumenti

·3 minuti per la lettura

AGI - La pandemia non è finita, il suo impatto sull'economia europea continuerà a sentirsi a lungo, almeno fino alla fine del 2020, e la ripresa rimane “incerta, incompleta e disomogenea”.

Per questo la Bce continuerà a effettuare acquisti di asset netti nell'ambito del programma di acquisto legato all'emergenza pandemica fino alla fine di giugno del 2021, ma e' pronta ad adeguare i suoi strumenti fino a quando la crisi del coronavirus non sarà terminata. Questo il messaggio che Christine Lagarde consegna al Parlamento europeo nelle ore in cui i contagi da Covid-19 continuano a crescere in diversi Paesi Ue con il rischio di nuovi lockdown, anche se parziali, 

"L'impatto della pandemia di coronavirus si fa ancora sentire in tutta l'area dell'euro – premette la presidente della Banca centrale europea - le imprese stanno affrontando difficolta', le persone perdono il lavoro e le prospettive per il futuro rimangono incerte. Sebbene l'attivita' economica dell'area dell'euro sia rimbalzata nel terzo trimestre, la ripresa resta incompleta, incerta e disomogenea", aggiunge. "La spesa dei consumatori - continua - e' ripresa in modo significativo, ma i consumatori rimangono cauti a causa dell'incertezza riguardo al proprio lavoro e alle prospettive di reddito. Allo stesso modo, gli investimenti delle imprese sono aumentati, ma la domanda piu' debole e l'elevata incertezza continuano a pesare sui piani di investimento delle imprese". 

La crisi sanitaria dunque, continua a farsi sentire pesantemente sulle prospettive economiche dell'area euro: "Le ultime proiezioni della Bce prevedono una crescita annua del Pil reale pari a -8,0% nel 2020, +5,0% nel 2021 e +3,2% nel 2022", ricorda Lagarde, ma "il Pil reale dell'area euro dovrebbe riprendersi ai livelli pre-crisi solo alla fine del 2022", e "la crisi della sanità pubblica continuerà a pesare sull'attivita' economica e pone rischi al ribasso per le prospettive economiche".

Per questo motivo Francoforte è pronta a rimettere mano alla ‘cassetta degli attrezzi' di politica monetaria utilizzata fino a oggi per dare respiro all'economia: "Abbiamo lanciato il programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP) per garantire la trasmissione regolare della nostra politica monetaria e per allentare l'orientamento generale della politica monetaria contribuendo cosi' a compensare l'impatto al ribasso della pandemia sul percorso previsto dell'inflazione - ha ricordato Lagarde - il PEPP, lanciato con una dotazione iniziale di 750 miliardi di euro a marzo, e' stato aumentato di 600 miliardi di euro a giugno per un totale di 1.350 miliardi di euro".

"Effettueremo acquisti di asset netti nell'ambito del PEPP almeno fino alla fine di giugno 2021 e, in ogni caso, fino a quando il Consiglio direttivo non giudichera' che la fase di crisi del coronavirus sia terminata", chiarisce Lagarde le cui parole sono state accolte con grande favore dai mercati.   "Nell'attuale contesto di elevata incertezza, il Consiglio direttivo valutera' attentamente tutte le informazioni in arrivo” e “continua a essere pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, come appropriato, per garantire che l'inflazione si avvicini al suo obiettivo in modo sostenuto". 

Quanto alla possibilità che il 'bazooka' della Bce prosegua anche oltre la fine della crisi legata al virus, Lagarde resta cauta: il programma Pepp di acquisto di titoli di Stato di Paesi Ue sul mercato secondario "ha nel suo dna" la qualita' della flessibilita', e questo lo abbiamo visto anche a livello temporale, quando c'e' stato l'anticipo del Pepp nel momento in cui ce n'e' stato bisogno". "Ovviamente e' un piano mirato, temporaneo e limitato", conclude.