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Bce, l'aumento degli acquisti è un supporto al mercato obbligazionario

Gaia Terzulli
·3 minuto per la lettura
Bce, l'aumento degli acquisti è un supporto al mercato obbligazionario
Bce, l'aumento degli acquisti è un supporto al mercato obbligazionario

Secondo gli esperti, l'ultima risoluzione del Consiglio direttivo rivela la volontà di difendersi dall'effetto contagio del marcato rialzo dei tassi Usa

La riunione di ieri della Bce si è conclusa con la decisione di incrementare “significativamente” l’acquisto di titoli di Stato tramite il Piano d’acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP) fino al prossimo trimestre.

LO SPAZIO PER AUMENTARE GLI ACQUISTI

Francoforte intende, cioè, aumentare in modo importante gli acquisti tra adesso e giugno, per poi diminuirli da luglio in poi. Al ritmo attuale, di circa 50 miliardi al mese, si resterebbe di 350-400 miliardi al di sotto del limite fissato (1.850 miliardi entro marzo 2022), il che significa che c’è spazio per un amento degli acquisti di circa 30 miliardi al mese. Questo, sottolinea un’analisi di AcomeA, rappresenta un supporto importante per il mercato obbligazionario, soprattutto alla luce del fatto che la Bce può, se lo giudica necessario, aumentare il PEPP.

LA BCE VUOLE DIFENDERSI DAL RIALZO DEI TASSI USA

Guardando le nuove previsioni macroeconomiche si comprende perché Christine Lagarde contempli un ulteriore stimolo monetario. La crescita del PIL è prevista al 4% nel 2021, al 4,1% nel 2022 e del 2,1% nel 2023. L’inflazione rimane ben al di sotto dell’obiettivo del 2%: secondo le previsioni, scenderà dall’1,5% del 2021 all’1,2% del 2022, per poi risalire all’1,4% nel 2023. Quindi, nonostante i tassi prossimi allo zero e un’espansione di liquidità senza precedenti, la Bce vede l’inflazione ben al di sotto del target nel medio periodo, ma vuole, comunque, difendersi dall’effetto contagio del marcato rialzo dei tassi Usa. Inoltre, vuole cautelarsi in vista del prossimo trimestre – che sarà caratterizzato da un forte incremento dei prezzi al consumo – assicurando un controllo dei tassi.

PICTET: SPREAD A 70PB ENTRO MAGGIO/GIUGNO

Pictet sottolinea come i mercati abbiano reagito positivamente alla decisione di Francoforte d’incrementare gli acquisti. Lo spread tra Btp e Bund è sceso a 93,1 punti base, per risalire poi a 94,2 punti (aveva aperto la seduta a 97,9). Dunque, i Btp risultano supportati dall’imminente aumento di acquisti e dal possibile arrivo di ulteriore domanda dal lato bancario dopo la prossima asta Tltro di metà marzo. Sulla base di queste considerazioni, Banca Intermonte Sim ipotizza l’azzeramento dello spread Italia/Spagna (attualmente intorno ai 30pb) con approdo del tasso decennale Btp in area 0,30% e spread intorno ai 70pb entro maggio/giugno, pari cioè al periodo in cui gli stimoli monetari della Bce verranno incrementati e in cui sarà presentata la nuova versione del Recovery Plan.

UN CONSIGLIO FRAGILE?

Se la risoluzione di Francoforte mostra la volontà di agire concretamente, c’è qualche dubbio sulla compattezza con cui il consiglio direttivo sia arrivato all’approvazione finale. Secondo Columbia Threadneedle, “impegnandosi a ‘mantenere’ piuttosto che a ‘fornire’ condizioni di finanziamento favorevoli, la decisione della Bce rivela un certo disaccordo che potrebbe complicare comunicazioni future.