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Bce, no motivi per taglio tassi luglio, riunione 'aperta' a settembre - Knot a stampa

La sede della Banca centrale europea (Bce) a Francoforte

FRANCOFORTE (Reuters) - Non c'è motivo per cui la Banca centrale europea debba tagliare i tassi di interesse questo mese, ma la riunione di settembre sarà "aperta" e le aspettative del mercato per un ulteriore allentamento per ora sono appropriate.

Lo ha detto il governatore della banca centrale olandese Klaas Knot al giornale tedesco Handelsblatt.

La Bce ha tagliato i tassi all'inizio di giugno e ha segnalato che arriverà un ulteriore allentamento, ma non ha dato alcun indizio sulla tempistica delle mosse successive, lasciando che i mercati facessero le loro ipotesi e che i banchieri centrali discutessero sul merito delle mosse.

"Non vedo l'opportunità di un altro taglio dei tassi a luglio", ha detto Knot in un'intervista ad Handelsblatt. "La prossima riunione veramente aperta sarà quella di settembre".

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Knot ha detto di essere "tranquillo" sui progressi della Bce nella riduzione dell'inflazione, che vede il raggiungimento dell'obiettivo del 2% alla fine del 2025, ma la Bce non dovrebbe tollerare ulteriori ritardi, dato che per allora l'inflazione sarà stata al di sopra dell'obiettivo per quattro anni e mezzo.

Un ritardo dell'inflazione nel ritornare al 2% significherebbe tagli ancora più lenti al tasso di deposito oggi al 3,75%, livello ancora abbastanza alto da limitare la crescita economica.

Per ora, tuttavia, tutto sembra essere sulla buona strada, ha detto Knot.

"Sono perfettamente d'accordo con la nostra posizione politica e con le attuali aspettative del mercato sui futuri tagli dei tassi", ha detto Knot, che in passato era considerato un conservatore, ma che ora è visto più come un centrista.

I mercati vedono tra uno e due tagli dei tassi quest'anno e poco più di quattro nei prossimi 18 mesi, il che suggerisce che il tasso di deposito rimarrebbe al di sopra del 3% nella seconda metà del prossimo anno.

"Finché saremo al di sopra del 3%, avremo ancora una politica restrittiva", ha detto Knot. "E sarà così per il prossimo futuro, oltre il quale non posso fare dichiarazioni significative".

Secondo Knot, i principali rischi per il percorso dell'inflazione sono la combinazione di una rapida crescita dei salari con un insoddisfacente miglioramento della produttività e l'incertezza sulla capacità delle imprese di assorbire i maggiori costi del lavoro con margini di profitto più bassi.

(Tradotto da Chiara Scarciglia, editing Gianluca Semeraro)