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Bce, Panetta frena su impegno per rialzo tassi a marzo

Il vicegovernatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, in piedi in un corridoio della Banca d'Italia in vista della sua nomina a membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea.

FRANCOFORTE (Reuters) - La Banca Centrale Europea non dovrebbe impegnarsi su un aumento specifico dei tassi oltre febbraio, soprattutto alla luce del cauto ottimismo sull'inflazione.

Lo ha detto il consigliere Bce Fabio Panetta mettendo in evidenza una spaccatura in seno al consiglio.

La Bce si è di fatto impegnata ad alzare il tasso di riferimento di mezzo punto percentuale la prossima settimana, portandolo al 2,5%, anche se i funzionari dell'istituto stanno esprimendo preferenze diverse per il mese di marzo, il che lascia intendere che il dibattito sia ancora molto aperto, nonostante le indicazioni per un significativo inasprimento delle politiche ad un "ritmo costante".

Alcuni, tra cui i governatori delle banche centrali di Olanda e Slovacchia, hanno chiesto espressamente un aumento di 50 punti base a marzo, mentre altri, tra cui i governatori delle banche centrali di Italia e Grecia, hanno chiesto maggiore cautela e gradualità.

"C'è troppa incertezza nell'economia per impegnarsi incondizionatamente su un percorso specifico per la politica monetaria", ha detto Panetta in un'intervista pubblicata dal quotidiano tedesco Handelsblatt. "Oltre febbraio, qualsiasi orientamento incondizionato, cioè non legato alle prospettive economiche, si discosterebbe dal nostro approccio basato sui dati".

Panetta ha detto che i banchieri centrali devono basare la loro eventuale decisione sull'evoluzione dell'inflazione, dei salari, dei prezzi dell'energia, degli sviluppi della guerra russa in Ucraina e dell'andamento dell'economia globale.

La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha detto più volte che i tassi di interesse devono aumentare in modo significativo e a un ritmo costante, e le sue indicazioni prevedono ancora un rialzo di 50 punti base a febbraio e forse anche a marzo.

L'inflazione della zona euro è scesa al 9,2% a dicembre, dal 10,6% di ottobre, e il calo dei prezzi dell'energia sta suscitando un certo ottimismo, dato che gli ultimi dati suggeriscono che la Bce è in grado di contrastare il secondo round di impatti inflazionistici.

"Abbiamo avuto buone notizie sul fronte dell'inflazione, poiché è probabile che gli shock dell'offerta che hanno colpito l'economia negli ultimi mesi stiano iniziando a cambiare rotta", ha detto Panetta nell'intervista.

"Possiamo permetterci di essere ottimisti ma dobbiamo essere prudenti e rimanere vigili".

(Tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Sara Rossi)