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‘Bce: più ci rifletti, meno ti fidi’. Sorpresa da paper di analisi

Image from askanews web site
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Roma, 4 mag. (askanews) - Riflettere in maniera più approfondita sulla Banca centrale europea si traduce in minore fiducia verso l'istituzione stessa, rispetto a quella che si è portati ad accordarle in maniera più istintiva. Lo sostengono due ricercatrici della Bce, Siria Angino e Stefania Secola, in un paper di analisi pubblicato oggi (Instinctive versus reflective trust in the European Central Bank).

"Le ricerche in scienze politiche hanno stabilito che la fiducia nelle istituzioni, incluse le banche centrali è definita da fattori socio economici e demografici, così come dalla valutazione delle caratteristiche dell'istituzione e da componenti come la cultura. Tuttavia - scrivono Angino e Secola nell'editoriale - specialmente nell'analisi della fiducia sulla Banca centrale il ruolo dei processi cognitivi è stato ampiamente trascurato. In questa analisi puntiamo a colmare questa lacuna, focalizzandoci sul caso della Bce".

"Introduciamo il concetto di 'fiducia istintiva', che inquadra un giudizio immediato sull'affidabilità dell'istituzione, e di 'fiducia meditata' (reflective trust), che si riferisce a una opinione più ponderata sulla questione". Ebbene, "avvalendoci di un esperimento, abbiamo riscontrato che un maggior approfondimento sulla Bce porta a minore fiducia nell'istituzione rispetto a un giudizio immediato". E "questo risultato è prevalentemente dovuto alle donne, in particolare quelle che dicono di possedere una minore comprensione delle politiche della Banca centrale".

L'esperimento ha misurato il diverso grado di fiducia espresso dagli intervistati con il proseguire delle domande, cioè nel portare avanti la riflessione sulla Bce. Il campione è stato suddiviso in quattro categorie: uomini non laureati, uomini laureati, donne non laureate, donne laureate. Il tutto partendo da interviste condotte tra 2017 e 2018 da una società esterna, per sondaggi commissionati dalla Bce, su campioni di 1.000 persone nei vari Paesi dell'eurozona, tranne i più piccoli dove i campioni sono stati da 500 persone.

"Il processo di riflettere non promuove la fiducia nella Bce. Al contrario - si legge nelle conclusioni - più gli intervistati pensano, minore è la fiducia verso l'istituzione. Questa scoperta dovrebbe incoraggiare i ricercatori a ammettere l'esistenza di diversi tipi di fiducia e a precisare quale sia considerata nelle loro analisi".

E secondo le ricercatrici mostra che per la Bce vi sono ampi margini per migliorare la conoscenza presso il pubblico sulle sue attività, dato che questa problematica di calo della fiducia con il progredire della riflessione riguarda esclusivamente le donne. "In particolare si verifica solo tra le donne che ritengono di non sapere molto riguardo all'istituzione", cioè circa l'80% della quota femminile del campione.

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