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Bce pronta a contrastare aumenti ampi e persistenti tassi - Visco

·2 minuto per la lettura
Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco

ROMA (Reuters) - La Banca centrale europea (Bce) è pronta a contrastare "aumenti ampi e persistenti" dei tassi di interesse, anche con il "pieno utilizzo" dei programmi di acquisto di titoli già definiti, perché non sarebbero giustificati dalle attuali prospettive economiche.

"L'incertezza sui tempi e sull'intensità della ripresa richiede che le condizioni di finanziamento restino a lungo accomodanti", dice il governatore di Bankitalia Ignazio Visco leggendo le considerazioni finali.

Nel sottolineare che il consiglio direttivo della Bce è determinato ad adottare tutte le misure necessarie per adempiere al proprio mandato, il governatore sottolinea che, in fasi di profonda crisi come l'attuale crisi pandemica, una "stretta sintonia tra le azioni dei governi e delle autorità monetarie è cruciale".

"La risposta data alla pandemia lo prova in modo chiaro".

L'orientamento espansivo della politica monetaria resta quindi volto a garantire che la dinamica dei prezzi, dopo tanti anni di debolezza, si riporti "al più presto e stabilmente" su valori prossimi al 2%.

Tuttavia, Visco ammette che l'attuale definizione di stabilità dei prezzi, vale a dire un tasso di inflazione inferiore ma prossimo al 2% da perseguire nel medio termine, è "difficile da interpretare e viene a volte fraintesa".

E suggerisce che un obiettivo del 2%, "con una valutazione simmetrica degli scostamenti verso l’alto e verso il basso, sarebbe più chiaro e rafforzerebbe l'ancoraggio delle aspettative a medio e a lungo termine".

Visco ricorda inoltre che negli Stati Uniti la Fed ha previsto l'eventualità che, dopo una protratta fase di bassa inflazione, la politica monetaria punti a mantenere la crescita dei prezzi su livelli moderatamente superiori all'obiettivo per un certo periodo di tempo.

"Le finalità appaiono condivisibili; andrà valutato come perseguirle nell'area dell’euro, tenendo conto delle differenze di contesto e istituzionali".

La gravità della crisi pandemica è tale da rendere ancora "più evidente" la necessità di disporre di una capacità di bilancio comune a livello europeo, che "dovrebbe fondarsi sulla possibilità di una stabile emissione di debito, garantita da fonti di entrata autonome".

In questo modo, si fornirebbe ai mercati uno strumento finanziario con elevato merito di credito, facilitando la diversificazione dei portafogli degli intermediari europei e l’integrazione dei mercati dei capitali.

Tuttavia, prosegue Visco, la gestione comune di parte delle passività emesse in passato da ciascun paese, ad esempio attraverso un fondo di ammortamento, consentirebbe anche di conferire rapidamente al mercato europeo dei titoli pubblici lo spessore e la liquidità di cui esso oggi manca.

"Proposte di questo genere sono state criticate per il timore che ne possano conseguire trasferimenti sistematici di risorse a favore dei paesi con debito più alto, timori che possono essere fugati con la definizione esplicita di meccanismi volti a impedirli".

Di conseguenza, non si tratterebbe di cancellare le passività nazionali ma di ridurre la frammentazione e la volatilità che oggi contraddistinguono nell'Unione europea il mercato dei debiti sovrani, conclude il governatore.

(Giuseppe Fonte, Gavin Jones, in redazione a Roma Stefano Bernabei)

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