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Bce: "Rischi su crescita eurozona, pesano incertezze globali"

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"Le informazioni che si sono rese disponibili dopo l’ultima riunione del Consiglio direttivo di inizio settembre, confermano la valutazione precedente, che evidenziava una protratta debolezza delle dinamiche di crescita nell’area dell’euro, la persistenza di pronunciati rischi al ribasso e pressioni inflazionistiche contenute. I rischi per le prospettive di crescita dell’area dell’euro restano orientati al ribasso. In particolare, essi riguardano il perdurare di incertezze connesse a fattori geopolitici, al crescente protezionismo e alle vulnerabilità nei mercati emergenti". Così la Bce nel Bollettino economico. 

Secondo la Banca centrale europea, "nel secondo trimestre del 2019 la crescita del pil in termini reali dell’area dell’euro è stata confermata allo 0,2% sul periodo precedente, dopo un incremento dello 0,4% nel trimestre precedente. I dati economici più recenti e gli ultimi risultati delle indagini congiunturali continuano a indicare un’espansione moderata seppur positiva nell’area dell’euro nella seconda metà di quest’anno". "Tale rallentamento - si legge - rispecchia soprattutto la perdurante debolezza del commercio internazionale, in un contesto di persistenti incertezze a livello globale, che continuano a pesare sul settore manifatturiero dell’area dell’euro e frenano la crescita degli investimenti. Allo stesso tempo, i settori dei servizi e delle costruzioni continuano a mostrare capacità di tenuta, malgrado una certa moderazione", si legge. 

L’espansione dell’area dell’euro, aggiunge l'Eurotower, "è sostenuta da condizioni di finanziamento favorevoli, da un ulteriore aumento dell’occupazione unitamente a un incremento delle retribuzioni, da un orientamento lievemente espansivo delle politiche di bilancio nell’area, nonché dal perdurare della crescita dell’attività mondiale, seppure a un ritmo in certa misura inferiore". 

Per quanto riguarda l'inflazione, "ci si attende che nel medio periodo aumenti, sostenuta dalle misure di politica monetaria della Bce, dall’espansione economica in atto e dalla robusta crescita salariale. Per questo la Banca centrale europea resta "pronta ad adeguare tutti gli strumenti a disposizione, ove opportuno, per assicurare che l’inflazione continui ad avvicinarsi stabilmente all’obiettivo, in linea con l’approccio simmetrico adottato". "Il Consiglio direttivo - si ricorda nel Bollettino - ha ribadito la necessità di mantenere un orientamento di politica monetaria ampiamente accomodante per un prolungato periodo di tempo, a sostegno delle spinte inflazionistiche di fondo e della dinamica dell’inflazione complessiva nel medio periodo. In particolare, le indicazioni prospettiche formulate dal Consiglio faranno sì che le condizioni finanziarie si adattino al mutare delle prospettive di inflazione". 

Il Consiglio direttivo della Bce "ha confermato che è ancora necessario un ampio grado di accomodamento monetario affinché l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine". Sulla base di tale valutazione, il Consiglio direttivo, si ricorda nel documento, "ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse di riferimento della Bce e si attende che essi si manterranno su livelli pari o inferiori a quelli attuali finché le prospettive di inflazione non convergeranno saldamente su un livello sufficientemente prossimo, ma inferiore al 2% nell’orizzonte di proiezione considerato, e tale convergenza non si rifletterà coerentemente nelle dinamiche dell’inflazione di fondo". 

Inoltre il Consiglio "ha confermato che riprenderà gli acquisti netti nell’ambito del programma di acquisto di attività (paa) della Bce a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro a partire dal primo novembre. Gli acquisti proseguiranno finché necessario al fine di rafforzare l’impatto accomodante dei tassi di riferimento della Bce e termineranno appena il Consiglio stesso comincerà a innalzare tali tassi. Il Consiglio intende anche continuare a reinvestire integralmente il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del paa per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà ad aumentare i tassi di interesse di riferimento della Bce, e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario".