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Beffa per gli alberghi italiani chiusi, autorizzate a Pasqua le vacanze all'estero

Antonio Cardarelli
·3 minuto per la lettura
Beffa per gli alberghi italiani chiusi, autorizzate a Pasqua le vacanze all'estero
Beffa per gli alberghi italiani chiusi, autorizzate a Pasqua le vacanze all'estero

La protesta di Federalberghi dopo il via libera del Viminale agli spostamenti, anche in zona rossa, verso gli aeroporti per imbarcarsi verso Spagna, Grecia o altri Paesi dell’area Shengen

Non solo salute o lavoro: per muoversi dalle zone rosse del periodo pasquale sarà possibile inserire sull’autocertificazione anche la motivazione “vacanza all’estero”. Già, perché mentre quasi 9 alberghi su 10 restano chiusi e la maggior parte degli italiani, causa restrizioni da zona rossa o arancione, non possono lasciare i propri comuni di residenza né tantomeno la regione, il Ministero dell’Interno ha risposto positivamente a una richiesta di chiarimenti da parte di Confindustria Viaggi.

SÌ ALLE VACANZE ALL’ESTERO

La domanda rivolta dall’associazione che riunisce i Tour Operator era semplice: è possibile raggiungere porti o aeroporti, anche nelle zone sottoposte a restrizioni, per imbarcarsi verso paesi esteri aperti ai turisti? La risposta del Ministero dell’Interno è stata altrettanto semplice: è possibile. Le vacanze pasquali – per chi se lo può permettere – sono dunque una realtà, a patto però che siano all’estero. Per gli italiani che pensavano di godersi qualche città d’arte italiana approfittando dell’assenza del turismo di massa, invece, niente da fare. L’unica alternativa è viverci già.

OK A SPAGNA E GRECIA

I Paesi verso i quali è possibile spostarsi per turismo sono quelli inclusi nell’elenco C del DPCM 2 marzo 2021. Si tratta di: Austria , Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia) , Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania , Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira ), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco.

TEST IN PARTENZA E ARRIVO

Via libera, dunque, ai viaggi verso le Canarie o altre mete dei Paesi appena elencati. Unica doppia accortezza è quella di presentare, nel momento dell’imbarco, un’attestazione di negatività prima della partenza e un test molecolare o antigenico negativo 48 ore prima del rientro in Italia. L’ok del Ministero dell’Interno agli spostamenti verso gli aeroporti ha suscitato la protesta degli albergatori italiani, che hanno denunciato anche il ritardo del nostro Paese nella pianificazione delle regole per permettere l’arrivo dei turisti stranieri.

LA PROTESTA DI FEDERALBERGHI

"Gli alberghi e tutto il sistema dell'ospitalità italiana sono fermi da mesi, a causa del divieto di spostarsi da una regione all'altra. Non comprendiamo come sia possibile autorizzare i viaggi oltre confine e invece impedire quelli in Italia”, ha commentato Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi. "Se è vero come è vero che le persone vaccinate o con tampone negativo sono a basso rischio di contagio – ha proseguito Bocca - allora questa logica deve essere applicata anche ai viaggi in Italia, così come alla possibilità di frequentare terme, impianti di risalita, riunioni, congressi e manifestazioni fieristiche".