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Bendata durante l'interrogazione in dad: scoppia la polemica

Primo Piano
·2 minuto per la lettura
Bendata durante l'interrogazione in dad: scoppia la polemica (Getty)
Bendata durante l'interrogazione in dad: scoppia la polemica (Getty)

Sta facendo molto discutere il caso di una studentessa che sarebbe stata costretta a indossare una benda sugli occhi durante un'interrogazione in dad. Da Repubblica a Corriere del Veneto, molti quotidiani si sono occupati della vicenda di una ragazzina di 15 anni che frequenta un liceo di Verona. La ragazza sarebbe stata indotta da una professoressa a bendarsi con una sciarpa mentre era collegata a distanza, per evitare che leggesse gli appunti durante la prova orale.

La direttrice scolastica ha riferito all'Ansa: "In questo momento non possiamo esprimere giudizi su un episodio che pare un eccesso di zelo che ha portato a un comportamento discutibile, scaturito dalla difficoltà a gestire in dad la situazione delle verifiche".

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Dura condanna da Luca Redolfi, dell'Unione degli studenti: "Riteniamo inaccettabile - ha dichiarato - che le studentesse e gli studenti, in un momento delicato come questo, vengano trattati in queste modalità. Fa riflettere come nell'attuale sistema d'istruzione ci si concentri più sul vedere come e quanto gli studenti copino, e non su quanto apprendano e se abbiano una coscienza critica. Il problema è il nostro sistema scolastico che valorizza i voti più di quanto gli studenti valorizzano lo studio. È necessario superare questa idea di valutazione: la scuola serve veramente e solamente a dare voti e giudizi? Crediamo di no, e per questo in questi mesi stiamo discutendo in assemblee in tutto il Paese un nuovo immaginario di scuola, che a breve presenteremo pubblicamente. Lo scorso dicembre lanciammo la carta dei diritti delle studentesse e degli studenti in DAD, che puntava a evitare il ricrearsi di queste situazioni. Il fatto che a un anno dall'inizio della pandemia continuino a verificarsi, rende ancor più necessario e urgente la messa in campo di strumenti di tutela per gli studenti. Il Ministro dell'Istruzione ci ascolti".

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