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Beni rifugio: con la Fed ancora "dovish" salirà domanda di oro e scivolerà il dollaro (analisti)

Alessandra Caparello

Nonostante il biglietto verde giochi un ruolo di bene rifugio nel contest della Guerra commerciale Usa-Cina, questa tendenza rialzista è messa in discussione dal momento che i colloqui a livello ministeriale non avverranno in ogni caso prima di ottobre. Così Vincent Mivelaz, analista di Swissquote secondo cui l’inadeguatezza tra l’allentamento della Fed e l’attuale apprezzamento del dollaro nei confronti delle maggiori monete dovrebbe avere vita breve.

In attesa del verdetto di stasera della Federal Reserve che potrebbe provare a giustificare un secondo taglio ai Fed Fund Rates da 25 punti base, al contrario una traiettoria più bassa dei tassi di interesse (dot-plot path) che includesse solo un paio di tagli dovrebbe sostenerne le quotazioni, dice l’analista di Swuissquote. Poichè la banca centrale americana sta per ridurre i tassi per una seconda volta quest’anno, iniziano a sorgere dubbi circa la capacità della Fed di assicurare la stabilità del mercato monetario. L’intervento a sorpresa delle ultime ore per cui, per la prima volta dal 2008, la Fed ha deciso di iniettare prima 53 e poi altri 75 miliardi di dollari nel mercato per alleviare tensioni nel costo dei finanziamenti a breve termine, conferma che il bilancio federale potrebbe tornare a gonfiarsi attraverso nuovi acquisti di titoli governativi, continua l’esperto. “Sebbene crediamo che lo scenario che ipotizzava tre tagli potrebbe essere messo duramente alla prova dopo il meeting di oggi, parimenti, ci aspettiamo un incremento nella domanda di oro e uno scivolone repentino del dollaro” conclude Mivelaz.