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Bergamo, un'azienda su due teme stop senza sostegno governo

Mda

Milano, 4 apr. (askanews) - Il 52% delle aziende bergamasche non ritiene di poter continuare la propria attività a causa dello stato d'emergenza dovuto al Coronavirus, senza un supporto dal Governo o più in generale dalle istituzioni. Il restante 48% si divide tra una quota considerevole (32%) di aziende che ritiene di poter resistere al massimo un anno (11% per due mesi, 13% per 3 mesi e 7% per un anno) e una parte di incerti (12% non risponde). C'è anche un 4% che ritiene di potercela fare comunque. La maggioranza delle aziende pensa di poter tornare al normale livello di operatività entro la fine dell'anno e ai livelli di produttività pre Covid-19 entro i prossimi 12 mesi.

L'84% delle imprese ha già chiesto o richiederà la cassa integrazione al massimo entro sei mesi. Il restante 16% si divide tra l'incertezza (5%) e l'intenzione di non ricorrervi (11%). Tra i richiedenti, uno su due (48%) la attiverà per il 70-100% dei propri dipendenti.

Sono queste alcune delle principali evidenze della prima edizione dell'Osservatorio mensile di Confindustria Bergamo sull'impatto dell'emergenza Covid-19 sulle imprese del territorio, che rappresentano un valore aggiunto di 32,5 miliardi di euro, pari al 9,5% del PIL lombardo e del 2% di quello nazionale, con una quota di export del 16%. La seconda edizione della survey sarà rilasciata nella seconda metà del mese di aprile.

"Questa indagine integra altre simulazioni che stiamo realizzando ormai da qualche settimana" - ha dichiarato Stefano Scaglia, Presidente di Confindustria Bergamo. "Alcune evidenze sono preoccupanti, anche gravi in certi casi. Ma ci sono anche alcuni aspetti che ci confortano e che ci motivano ulteriormente a proseguire nelle nostre azioni affinché nessun player venga abbandonato. Per garantire ossigeno alle imprese, è urgente che il sistema creditizio sia ridiscusso e che i parametri per valutare i prestiti siano stravolti: burocrazia e valutazioni con 'il bilancino' devono lasciare il campo a strumenti nuovi e ad approcci solidaristici da parte dello Stato e della BCE. Noi - ha concluso Stefano Scaglia - facciamo la nostra parte senza tentennamenti di sorta, attraverso il supporto a singole necessità e allo sviluppo di progetti di rete ad alto valore aggiunto. Rappresentiamo e tuteliamo quegli imprenditori che ogni giorno mostrano vicinanza alle tante persone sofferenti e a tutti coloro che sono in prima linea nella guerra contro il virus".

(segue)