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Scuola, Bianchi: “La variante ci ha costretti alla Dad, ma si tornerà in presenza"

Giulia Belardelli
·Giornalista, HuffPost
·2 minuto per la lettura
Patrizio Bianchi (Photo: Getty)
Patrizio Bianchi (Photo: Getty)

“Il punto cruciale del nostro Recovery Plan per l’Istruzione sarà la lotta contro la dispersione scolastica e la povertà educativa. Ci sarà un grande piano. La pandemia ha esasperato una situazione che era presente anche prima, ora abbiamo l’occasione per intervenire”. Così in un’intervista a La Stampa il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, l’uomo scelto dal premier Mario Draghi per “riportare la scuola al centro dello sviluppo del Paese”.

Riguardo allo stop della didattica in presenza, Bianchi afferma:

“Ci siamo trovati di fronte a un rapidissimo cambiamento della situazione epidemiologica. La variante inglese ha modificato radicalmente il quadro precedente: colpisce anche i ragazzi e non solo quelli tra i 10 e i 19 anni, ma anche più piccoli. Abbiamo chiesto un parametro chiaro. Il Cts ce lo ha dato: 250 casi ogni 100 mila abitanti. Abbiamo fatto delle scelte. La scuola sarà a distanza in situazioni eccezionali e comunque nelle aree in cui servono forti restrizioni legate all’andamento dell’epidemia. Dobbiamo tutelare la salute pubblica, in particolare quella dei nostri bambini, e preservare la piena funzionalità del sistema sanitario”.

Quanto ai limiti della Dad per come l’abbiamo conosciuta finora, il ministro risponde:

“Stiamo lavorando al suo miglioramento, con un gruppo composto da persone sia interne al ministero che provenienti dai territori, dirigenti scolastici, docenti, maestri di strada. Abbiamo già raccolto quasi 200 esperienze su come si è evoluta la didattica a distanza: le diffonderemo. Faremo formazione mirata per i nostri docenti sulle nuove forme di didattica. Investiremo risorse per affrontare questa fase. Attiveremo la rete del volontariato a supporto della scuola, favoriremo i patti di comunità con il territorio, guardando anche oltre l’emergenza, considerando la dad non...

Ciò detto, a scuola “si tornerà in presenza”, ribadisce Bianchi. “In questi lunghi mesi le nostre scuole, i nostri insegnanti, le nostre studentesse e i nostri studenti hanno lavorato moltissimo. Faremo tesoro insieme dell’esperienza maturata durante il periodo della didattica a distanza, in particolare con riferimento ad un uso consapevole delle nuove tecnologie. Con il chiaro obiettivo del ritorno in presenza”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.