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Biden non andrà oltre contro Mbs. Non vuole e non può

Carlo Renda
·Vicedirettore HuffPost
·2 minuto per la lettura
Biden/Mbs (Photo: Reuters)
Biden/Mbs (Photo: Reuters)

Per oltre due anni Donald Trump ha steso un lenzuolo sul cadavere fatto a pezzi di Jamal Khashoggi. Certo non per riguardo al giornalista del Washington Post, ma per coprire il più possibile l’efferato crimine commesso a Istanbul il 2 ottobre 2018 e per silenziare le indagini che portavano fino al palazzo reale di Riad. Joe Biden ha sollevato quel lenzuolo e ha consentito di diffondere il report con cui la Cia punta il dito indice contro l’Arabia Saudita e in particolare contro Mohammed bin Salman, erede al trono della dinastia Saud, retta dall’anziano e malfermo re Salman, ma di fatto già governata dal giovane e potentissimo Mbs.

Una svolta? In parte. Biden non andrà molto oltre. Non vuole e non può.

“Riteniamo che il principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman abbia approvato un’operazione a Istanbul per catturare o uccidere il giornalista Jamal Khashoggi″. Sono due righe che aprono un documento di 4 pagine il cui succo è che Mbs che tutto sa e tutto controlla nel Regno saudita per cui non poteva non sapere e non controllare una simile operazione. Accuse che rischiano di incrinare i 76 anni di alleanza fra gli Stati Uniti e i sauditi, da sempre fedelissimi alleati nel mondo arabo. La relazione con l’Arabia Saudita “va ricalibrata” ha detto la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki. “Non vogliamo una rottura” chiarisce il segretario di Stato Anthony Blinken, annunciando sanzioni e blocco dei visti (il “Khashoggi ban”) per 76 cittadini sauditi che risultano coinvolti, in modo diretto e indiretto, nell’omicidio di Khashoggi.

Ricorre il 76. Non sono 77 perché nella lista non c’è Mohammed bin Salman.

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Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.