La svolta del biglietto del bus via telefonino: lo prevede il Decreto Crescita

Come dimostra il caso di Firenze, la digitalizzazione dei biglietti piace al pubblico pagante

Dopo un primo Decreto Crescita, il governo di Mario Monti ne ha licenziato un secondo, un provvedimento esteso, che tocca molti punti nevralgici da cui passa l’evoluzione economica del Paese. Un decreto in cui, nell’ambito del trasporto pubblico, spicca la promozione della digitalizzazione dei biglietti per i mezzi del trasporto pubblico, al fine di ridurre i costi da sempre connessi con l’emissione di quelli cartacei. Una scelta permessa da un comma dell’articolo 8, relativo al pagamento tramite strumenti in mobilità, che prevede la possibilità di derogare alla normativa italiana di settore, in accordo con quella comunitaria, per permettere di acquistare il biglietto attraverso strumenti di telecomunicazione.

Ma quello che il decreto pretende di attuare, altrove è già realtà, come nel caso di Firenze, che è stata la prima a muoversi in questo senso. Ma come funziona il servizio nel capoluogo fiorentino? Il servizio ha preso il via lo scorso 29 marzo, e già a luglio, il Sole 24Ore scriveva che, dal lancio dell’iniziativa, erano 100mila i biglietti di corsa semplice venduti, a fronte delle previsioni della vigilia, ferme a quota 10mila biglietti-sms al mese. Una soluzione possibile grazie a Ericsson, fornitore della tecnologia, e disponibile per i clienti dei 4 principali operatori di telefonia presenti in Italia.

Comprando il biglietto, il costo del titolo di fatto viene scalato dal credito telefonico; il tutto senza registrarsi, ma inviando un sms con  scritto ATAF, l’azienda del trasporto locale al numero del servizio, prima di salire a bordo. Costo dell’operazione: 1,20 euro per il biglietto, più il costo dell’sms che varia a seconda dell’operatore di appartenenza. Dopo la richiesta, ecco arrivare un sms di conferma con gli estremi del biglietto, ovvero l’orario di emissione e il periodo di validità. Semplice e sicuro, insomma, e di fatto convalidato al momento stesso dell’acquisto.

Il resto è prassi: il controllore passa e controlla, ma il biglietto si compra prima e non durante il viaggio. Ma non solo a Firenze è possibile farlo: anche Genova ha introdotto l’acquisto del titolo di trasporto attraverso il cellulare, grazie all’accordo tra AMT e Movincom, titolare della piattaforma che fornisce, attraverso il circuito Bemoov, la tecnologia che consente di pagare beni e servizi via cellulare. Associando il numero di cellulare e lo strumento di pagamento su cui addebitare gli acquisti, dopo la registrazione gratuita al servizio, è possibile procedere agli acquisti.

Come scrive Milano Finanza, e come il caso fiorentino dimostra, si tratta di una chance, quella del biglietto elettronico, che ha grandi potenzialità. La testata economica, citando appunto il caso di Firenze, scrive che nella città amministrata da Matteo Renzi, dal lancio della piattaforma, viene così acquistato il 15% dei biglietti complessivi. Interessante, anche il dato della diminuzione, secondo MF, del 99% delle sanzioni: sembra appunto che siano solo le contingenze a non permettere ai cittadini di fare il biglietto. Un tipo di evenienza che sarebbe sconfitta, in maniera drastica, dall’avvento del pagamento mobile del biglietto. Sempre che i cittadini inviino il messaggino, ovvio.