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Bilanci d’Acciaio, cinque aziende italiane premiate per crescita e redditività

(Adnkronos) - In occasione di Bilanci d’Acciaio, Siderweb ha premiato le aziende della filiera siderurgica che si sono distinte per i migliori tassi di crescita e redditività.

La giuria, presieduta da Claudio Teodori, professore ordinario dell'università di Brescia e composta da Gianfranco Tosini e Stefano Ferrari dell'ufficio studi Siderweb, ha preso in considerazione le aziende inserite nello studio 'Bilanci d'Acciaio 2022', raggruppandole in cinque categorie: produzione di acciaio (semiprodotti, acciai inossidabili, acciai comuni e legati); prima trasformazione (fabbricazione di tubi, laminazione di semiprodotti); distribuzione; centri servizio; commercio di rottame e ferroleghe.

Sponsor unico delle premiazioni è Coface, società leader a livello mondiale nell’assicurazione del credito. Bilanci d’Acciaio 2022 è stato ospitato dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano e sponsorizzato da BPER Banca, Coface e Regesta.

Ecco i 5 vincitori della nona edizione di Bilancio d’Acciaio: per la produzione di acciaio, Afv Beltrame Group, operante nel settore siderurgico da più di un secolo, producendo laminati destinati alle costruzioni edili, alla cantieristica navale e alle macchine movimentazione terra. Ha sedi produttive in Italia (a Vicenza) e in Svizzera, Francia e Romania. La sua struttura commerciale le permette di essere presente in tutti i mercati europei e del bacino del Mediterraneo. Ha 2.500 dipendenti. Nel 2021 ha ottenuto un fatturato di 1,7 miliardi di euro e vendite per 2,3 milioni di tonnellate.

Per la prima trasformazione, il gruppo Profiltubi. Con una sede a Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia, in un’area di oltre 130mila metri quadrati, opera nel settore siderurgico da oltre 50 anni ed è specializzata nella produzione di tubi in acciaio al carbonio elettrosaldato con sistema HF, in svariate forme e dimensioni. Nel 2020 Auctus Capital partners Ag ha acquisito una quota di maggioranza e avviato una collaborazione con diversi membri della storica famiglia fondatrice Alfieri, oggi soci di minoranza con posizioni dirigenziali chiave. L’ingresso del nuovo socio investitore ha sancito l’inizio di un ambizioso progetto di crescita, anche in chiave internazionale.

Per distributori e trader, Euromet. La società rappresenta 50 anni di esperienza nel settore siderurgico della famiglia Daddi Bisello. Condotta oggi da Roberto Bisello e Laura Cecilia Daddi, ha sede a Genova e dal 1997 è agente esclusivo della Jsw Steel. Nel 2021 ha ottenuto record di vendite in tutti i prodotti commercializzati, merito anche dell’attenzione al cliente e alla qualità dei servizi, che rendono la Euromet una realtà sempre presente e competitiva sul mercato nazionale e internazionale.

Per i centri servizio, Iron. E' un centro servizi lamiere di Santa Maria degli Angeli, in provincia di Perugia, ai piedi di Assisi, che opera nel settore siderurgico italiano ed estero dal 1986. Occupa una superficie di 112mila metri quadrati e produce 85mila tonnellate l’anno di materiale spianato, prelavorato e tubi. Conta 4 linee di spianatura, 8 impianti di taglio e 3 presso piegatrici. Negli anni, ha investito nei propri impianti produttivi, adeguandoli alle nuove tecnologie con l’obiettivo di rispondere in maniera tempestiva alle esigenze del mercato, maturando una notevole esperienza nella trasformazione degli acciai.

Per il commercio di rottame e ferroleghe, Ferrari. Operante da oltre 50 anni nel settore dei servizi per l’ambiente, è specializzata in raccolta, trasporto, recupero, smaltimento e stoccaggio di rifiuti industriali e rottami metallici in tutta la Lombardia e l’Emilia-Romagna. La sede di Bozzolo, in provincia di Mantova, si estende su un’area di 45mila metri quadrati. L’azienda offre anche un servizio di consulenza ambientale e fiscale, nonché per lo smaltimento e la gestione dei rifiuti.

Per essere inclusi nello studio Bilanci d’Acciaio, occorre avere un valore della produzione annuo per l’esercizio 2021 (ultimo anno del triennio esaminato) superiore ai 5 milioni di euro. Gli indicatori sono: tasso di redditività complessiva (Roa riferito all’ultimo esercizio disponibile); tasso di marginalità sulle vendite, identificato nell’incidenza dell’Ebitda sulle vendite (riferito all’ultimo esercizio disponibile); redditività delle vendite, identificato nell’incidenza dell’Ebit sulle vendite (riferito all’ultimo esercizio disponibile); incidenza degli oneri finanziari sull’Ebitda (riferito all’ultimo esercizio disponibile); rapporto di indebitamento complessivo, identificato dal rapporto tra mezzi di terzi e mezzi propri (riferito all’ultimo esercizio disponibile); tasso di crescita del fatturato (media dell’ultimo triennio).

Le opinioni degli operatori di mercato: partendo da un’analisi della situazione economica globale, il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, spiega: "Congiuntura e struttura. Sono questi i due macro-temi coinvolti dal cambiamento. In primis la congiuntura, la quale ha due elementi di novità: tassi di inflazione sconosciuti negli ultimi trent’anni e, come conseguenza diretta di pandemia e guerra, l’attenuarsi del processo del grande processo di globalizzazione. Due fattori che, unendosi, sono cause del cambiamento di paradigma in atto. L’acciaio deve comprendere i meccanismi strutturali di questa trasformazione per riuscire a governarla".

Un altro elemento toccato dal presidente di Federacciai è quello relativo alla crisi energetica, rispetto alla quale l’associazione dei produttori siderurgici ha avviato "con Eni progetti di sviluppo di fonti di energia decarbonizzata e con Ansaldo Energia un consorzio di scouting per la realizzazione di impianti di Dri, all’estero o in Italia, per alimentare il fabbisogno energetico della siderurgia".

"Dopo l’ottimo 2021 e la prima parte di 2022 -aggiunge Riccardo Benso, presidente di Assofermet- nessuno si aspettava di ritrovarsi una situazione simile a quella odierna. Ci dobbiamo adattare a questo nuovo mondo, ma la fase di adattamento non è sempre rapida. In prospettiva, però, la discontinuità potrebbe generare nuove opportunità per la siderurgia. In questo senso sostenibilità, circolarità e decarbonizzazione sono la strada per trasformare il settore".

Poi, il presidente Benso ha rivolto un appello al nuovo governo: "All’esecutivo appena insediato chiediamo di riprendere il dialogo, instaurato con il ministro Giorgetti, per organizzare un tavolo permanente con tutti gli attori della filiera siderurgica".

Tanti gli stimoli sul presente e il futuro del comparto che sono arrivati dalle lucide analisi del Cavaliere Giovanni Arvedi, presidente di Finarvedi, nell’intervista faccia a faccia a cura di Lucio dell’Angelo (Siderweb). In particolare, secondo il Cavaliere "la siderurgia sta cambiando, il forno elettrico rappresenta un modello moderno per produrre acciaio e il settore deve lavorare per migliorare soprattutto la propria competitività. Il ciclo integrale -continua Arvedi- così come l’abbiamo conosciuto non ha futuro, l’unica possibilità è che utilizzi il gas come riducente, per l’idrogeno è ancora troppo presto. Poi utilizzare il minerale preridotto nei pressi della miniera per ridurre ulteriormente le emissioni inquinanti, anche in questo caso però si possono creare problemi di competitività".

Allargando lo sguardo, il Cavalier Arvedi evidenzia come sia necessario "un approccio culturale, ancor prima che tecnologico, alle grandi trasformazioni che stiamo affrontando, in particolare quella della sostenibilità". E per quanto riguarda l’evoluzione del mercato, rimarca quanto "le incertezze dipendano da fattori spesso non controllabili dalla filiera".

A portare, infine, il punto di vista del mondo bancario è Marco Bonezzi, direzione imprese e global transaction di Bper Banca: "Bper Banca sente una grande responsabilità verso un settore chiave come la siderurgia, che rappresenta un'eccellenza italiana e sostiene alcune delle più importanti filiere del 'made in Italy' con grande vocazione verso l'estero -afferma-. La banca si è strutturata con prodotti e servizi dedicati alle imprese del settore. Abbiamo un modello di servizio trasversale, che ci consente di essere vicini sia alle medie imprese sia ai grandi gruppi industriali, anche con servizi specialistici a supporto delle strategie di crescita e di sviluppo, in grado anche di servire le necessità correnti, intervenendo ai vari livelli della filiera dell'acciaio. Abbiamo 33 centri imprese e 3 filiali key client con professionisti pronti ad ascoltare le esigenze degli imprenditori".