Bistefani in crisi: Natale poco sereno per i dipendenti

“Ma chi sono io Babbo Natale?”. Per anni uno spot con un imprenditore iracondo e scettico e un pasticcere propositivo e ottimista ha invaso le case degli italiani contribuendo al successo dei panettoni e dei pandori Bistefani. Purtroppo quest’anno il Natale sarà tutt’altro che dolce  nello stabilimento di Villanova Monferrato (Al) che, oltre ai dolci classici delle festività di fine anno, produce altre merendine “storiche” come Girella, Buondì e YoYo e i Krumiri, i biscotti tipici del casalese. Ieri i 145 lavoratori dello stabilimento monferrino hanno scioperato e hanno indetto un’assemblea nella quale si decideranno ulteriori azioni da intraprendere prima della chiusura natalizia prevista per venerdì 21 dicembre. Da un paio di mesi Cgil, Cisl e Uil e le Rsu chiedono lumi sul futuro dello stabilimento di Villanova Monferrato e sull’ipotesi, ventilata in più di un occasione, di una cessione dell’azienda a un grande gruppo italiano o estero. La società, facente capo alla famiglia Viale, avrebbe visto sommarsi alla contrazione dei consumi un forte squilibrio finanziario, quantificabile in 35 milioni di euro, generato dalla pressione debitoria nei confronti di Intesa Sanpaolo e UniCredit.

I principali problemi di Bistefani sarebbero legati ai costi della distribuzione diventati troppo onerosi e alla difficoltà di competere con colossi come Barilla e Bauli. Proprio quest’ultimo è stato indicato più volte come il possibile acquirente dell’azienda alessandrina. L’acquisizione di Bistefani non sarebbe che l’ennesimo step di una politica espansionistica che, nel corso degli anni, ha consentito al gruppo veronese di inglobare Motta, Alemagna, Doria, Fbf e Casalini.  I sindacati chiedono alla dirigenza di ripristinare il dialogo con i lavoratori, non solo i 145 dipendenti di Villanova Monferrato, ma anche gli amministrativi della sede milanese. La proprietà non ha mai concesso l’incontro chiarificatore richiesto dalle organizzazioni sindacali che, in un comunicato degli scorsi giorni, hanno sottolineato l’ostruzionismo della dirigenza, ricordando come anche “il concordato preventivo e la cessione dei punti vendita Di Meglio” siano avvenuti “cercando di escludere il sindacato ed i lavoratori”. “Evidentemente – hanno aggiunto Flai Cgil e Fai Cisl Alessandria  nel comunicato congiunto - si tratta la vendita di un’azienda come se si trattasse di un alloggio e di un automobile e non si sente l’esigenza di dare rassicurazioni a chi materialmente produce e ha contribuito a rendere storico e riconosciuto il marchio Bistefani sul mercato”.

Intanto arrivano buone notizie in merito alla chiusura della Galup, altro storico marchio dolciario piemontese specializzato nelle produzione di panettoni. Paolo Covelli e Valter Rabaioli, soci della Foam di Rivoli, azienda operante nella componentistica auto, Giovanni Tonno, proprietario della fonderia Fomt di Grugliasco, e Pietro Drago, titolare dell’agenzia Comunicare di Orbassano hanno siglato nelle scorse ore una lettera d’intenti per salvare lo storico brand pinerolese. La cordata di giovani imprenditori del torinese ha messo sul piatto 4 milioni di euro per coprire il deficit finanziario e altri 800mila per progettare il rilancio. In tempi brevi dovrebbero essere riassunti il 50% dei dipendenti rimasti a casa negli scorsi, mentre per gli altri verranno siglati contratti stagionali legati ai picchi di produzione di Natale e Pasqua.