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Bitcoin l’oro dei Millennial secondo JPMorgan: prospettive

Fabio Carbone
·3 minuto per la lettura

Bitcoin è l’oro dei Millennial secondo JPMorgan. Quasi non sembra vero che i suoi analisti lo abbiano scritto, affermando che la generazione dei nati tra il 1981 e il 1996 (attualmente hanno tra i 39 anni ed i 24 anni) potrebbero preferire il BTC al vecchio e caro oro della generazione X.

Da quasi avversario delle criptovalute, e del bitcoin in particolare, a scettico che se ne andava in giro a parlar male delle stesse – intendo Jamie Dimon presidente e CEO di JPMorgan Chase –, passando per Quorum (poi venduta a ConsenSys), quindi l’adozione di una propria stablecoin chiamata JPM coin, fino all’epilogo di pochi giorni fa: bitcoin è l’oro dei millennial.

La grande banca statunitense, JPMorgan Chase (JPM), ha compiuto si può dire una radicale conversione. O forse, anche quando il suo CEO osteggiava, criticava e quasi offendeva le criptomonete e chi in esse vi investiva, forse in realtà preparava solo il terreno a quanto gli analisti hanno scritto venerdì 23 ottobre, cioè affermando sostanzialmente che il BTC è l’asset su cui puntare nei prossimi anni almeno.

Ma sul bitcoin JPMorgan ha detto di più e sarà bene approfondire per tenere conto degli investimenti futuri nel settore delle criptovalute.

JPMorgan, bitcoin e l’oro dei Millennial

In altre parole, il potenziale rialzo a lungo termine per bitcoin è considerevole”, ha scritto JPMorgan nel rapporto inviato ai suoi investitori della serie Insights & Liquidity, e riportato da Business Insider.

Ma cosa spinge una così grande banca ad affermare che il bitcoin potrebbe nei prossimi anni raddoppiare e anche triplicare il suo valore attuale? Ricordiamo che il prezzo di bitcoin è a circa 11.000 euro al momento.

Non sono tuttavia i soli millennial ad aver fatto scattare una nuova soglia di attenzione in JPMorgan, ma anche il fatto che negli ultimi mesi MicroStrategy guidata da Michael Saylor e Square Inc (SQ). di Jack Dorsey, hanno investito in modo significativo nella criptovaluta acquistando BTC per milioni di dollari. Ed anche gli istituzionali che investono nei future di bitcoin.

Non trascurabile la notizia che Paypal ha finalmente messo in cantiere l’apertura delle porte alle criptovalute (BTC, BCH, ETH, LTC) consentendo in alcuni stati degli USA l’acquisto, la vendita e la custodia di tali crypto asset. Un primo passo che farebbe volgere a favore delle criptomonete il futuro dei pagamenti internazionali, e del loro uso come ulteriore strumento finanziario su cui investire su vasta scala.

Bitcoin asset speculativo non store of value

JPMorgan afferma anche che bitcoin non è affatto un asset da prendere in considerazione come bene rifugio, esso è un asset di rischio.

Ed in effetti è così. Come si può considerare un bene rifugio digitale una criptovaluta che, oggi vale 9.000 euro, domani 11.000 euro e dopo domani 8.500 euro?

Ciò nonostante le criptovalute saranno considerate come una forma di investimento ad alto rischio che andrà ad affiancare altre forme di investimento molto rischiose come l’investire in azioni o in materie prime.

Cosa lo renderà “considerevole”

Gli analisti di JP Morgan, inoltre, ci tengono a sottolineare che se le criptovalute aumenteranno il loro valore in futuro, è perché saranno utilizzate come mezzo di pagamento e quindi comprate per fare pagamenti di beni e servizi a livello internazionale, data la loro natura borderless.

Sarà principalmente questo movimento a decretarne il vero successo. E qui ci ricolleghiamo all’adozione annunciata da Paypal che a New York ha ricevuto la nuova Bitlicense per operare con le criptomonete.

Insomma, le criptomonete non sono “qui dove sono”, ma sono qui per restare.

This article was originally posted on FX Empire

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