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Bitcoin sale. Ritorna l’interesse per il mining delle criptovalute

Fabio Carbone

Ritorna l’interesse per il mining delle criptovalute grazie all’eccezionale aumento di valore del bitcoin, che al momento della pubblicazione di questo articolo è a quota 12.700 USD (11.150 euro) con un incremento impressionante di oltre 2.000 euro da sabato 22 giugno ad oggi 26 giugno.

Il prezzo del bitcoin torna su e il mining ritorna conveniente, anzi, produttivo. Steven Mosher di Canaan Creative (società produttrice degli ASIC Avalon), rivela al Coindesk.com che la richiesta di dispositivi per fare il mining di bitcoin è cresciuta negli ultimi mesi.

I miner tornano alla carica invitti o speranzosi di recuperare quanto perduto nel devastante, non solo per loro, 2018.

In generale le scorte di ASIC attualmente disponibili sul mercato sono basse, ma la domanda è aumentata notevolmente. In una condizione del genere è facile ipotizzare che anche i prezzi degli ASIC in commercio aumenteranno di valore.

Anche le società produttrici di chip e ASIC nel 2018 hanno perduto molto ed ora vorranno recuperare almeno un po’. Si ricordi la riorganizzazione societaria che lo scorso hanno ha coinvolto Bitmain, che ha sfiorato il fallimento a causa di strategie industriali non pienamente azzeccate.

Dal punto di vista delle aziende produttrici, però, è difficile che si possano ripresentare le stesse condizioni di guadagno sperimentate nel 2017.

Il 2019 per il mining di bitcoin un’altra storia?

A metà del 2019, dopo una costante ripresa del valore del bitcoin, si può dire che per il mining di bitcoin c’è un’altra storia positiva da scrivere?

Chi si avvicina al mining delle criptovalute per la prima volta, dovrebbe sapere che tra le tante variabili di cui tenere conto c’è né una che si chiama difficulty, cioè la difficoltà di “estrarre” criptovaluta. La difficulty di bitcoin ha raggiunto livelli altissimi, quindi, rispetto al 2017 (anno del boom), minare bitcoin è nettamente più difficile.

Con ciò cosa si intende dire, che se il prezzo del bitcoin non dovesse continuare a salire, l’investimento nel mining di bitcoin diventerebbe ben presto improduttivo.

In pratica, chi volesse investire nel mining di BTC oggi, deve sperare che il trend positivo del bitcoin continui in modo costante nel tempo fino a quando non si è rientrati dell’investimento (quantomeno).

L’hash rate e difficulty salgono

Difficulty ed hash rate sono direttamente proporzionali come si può leggere da BitcoinWisdom.com.

E, mentre negli ultimi mesi del 2018 si era verificata una discesa significativa, di oltre il -32% in un mese (novembre – dicembre 2018), ora difficulty ed hash rate riguadagnano quanto perso, ma non ancora tutto.

Margini di guadagno possono, quindi, ancora esserci… prezzo del bitcoin permettendo.

Il mining oltre bitcoin

Il mining non è solo appannaggio del bitcoin, anche altre criptovalute si basano sul metodo della Prova di Lavoro (PoW): Litecoin, Dash, Zcash e molte altre.

Non nomino Ethereum volutamente, come è noto Ethereum Foundation ha in programma il passaggio ad Ethereum 2.0, dove il PoW sarà sostanzialmente sostituito da PoS: questo era previsto sin da prima che ETH nascesse.

Quali sono le criptovalute che conviene minare?

Conviene minare le criptovalute con metodo PoW appena nate, quando la difficulty è molto bassa, ma bisogna sempre tenere d’occhio il prezzo, altrimenti si va in perdita ben presto.

Sono da osservare e scovare, quelle criptovalute anche minori, con hash rate di mining molto bassi e prezzo sufficientemente adeguato da consentire dei guadagni. Non ci si arricchisce in questo caso ma i miner hanno imparato che anche loro devono diversificare, se intendono fare questo come mestiere, altrimenti con le criptovalute meglio fare il trading.

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This article was originally posted on FX Empire

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