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Bitcoin, un’altra zampata di Musk ed è record oltre 44mila dollari

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 8 feb. (askanews) - Nuova sferzata di Elon Musk alle quotazioni del Bitcoin. Di colpo, attorno alle 13 e 30 italiane è scattato un rally di acquisti che ha visto il più noto dei cripto asset schizzare da circa 39.500 dollari fino a quota 44.891, un rialzo di oltre il 13% con cui ha stabilito un nuovo massimo storico.

Questa volta a innescare l'impennata è stata una comunicazione di Tesla alla Sec, l'autorità di Vigilanza sulla Borsa degli Usa. Il produttore di auto elettriche fondato dall'imprenditore ha riferito di aver investito 1,5 miliardi di dollari in Bitcoin, allo scopo di "aumentare la flessibilità, diversificare e massimizzare i rendimenti delle riserve in contanti".

Non solo. Tesla ha anche annunciato che inizierà ad accettare pagamenti in Bitcoin, fermo restando la compatibilità di effettuare compravendite in cripto asset sulla base "delle normative applicabili - ha precisato la società - e su base limitata".

Si tratterebbe comunque della prima casa automobilistca a offrire questo tipo di possibilità. Certo, bisognerà verificare esattamente come, visto che solo nella giornata di oggi il Bitcoin ha oscillato tra 37.781 dollari e, appunto, 44.801 dollari.

Peraltro, al di là di queste considerazione pratiche, la comunicazione ha sollevato nuovi interrogativi sulle recenti prese di posizione via social del magnate sudafricano-canadese naturalizzato statunitese.

Nei giorni scorsi Musk aveva infatti manifestato pubblicamente sostegno al Bitocin e anche a un nuovo criptotitolo, il Dogecoin, che hanno con ogni probabilità aiutato non poco le quotazioni a recuperare. E questo dopo che, all'opposto, nella seconda metà di gennaio il Bitcoin e altri criptoasset a ruota avevano subito marcate cadute dai picchi precednti, perdendo circa il 25% nella fase più acuta.

Intanto su questi asset le autorità finanziarie internazionali continuano a raccomandare cautela, senza celare una certa avversione. Il Bitcoin "è un asset speculativo da tutti i punti di vista, se guardiamo ai recenti sviluppi al rialzo e a quelli al ribasso, è altamente speculativo. Ha creato alcuni business divertenti" ed è stato chiaramente oggetto di utilizzo per attività di "riciclaggio", ha affermato lo scorso 13 gennaio la presidente della Bce, Christine Lagarde.

Parallelamente le Bance centrali, che evitano sistematicamente di accettare e usare la parola "criptovaluta", considerandola impropria, si attrezzano per cercare versioni digitali delle rispettive monete. La Bce ha avviato una proceduta sulla possibile creazione di un euro digitale.

Ma chi sembra più allo stadio avanzato di questo versante è la Banca centrale della Cina, che proprio oggi ha annunciato di voler creare un nuovo stock sperimentale di valuta digitale per un ammontare corrispondente a circa 1,5 milioni di dollari. Il tutto dopo che nei mesi passati Pechino ha varato provvedimenti restrittivi verso i cripto asset.