Il black friday americano e il natale nero italiano: niente saldi anticipati

Una vera e propria corsa all'ultimo acquisto, con tanto di file chilometriche davanti ai negozi e risse tra scaffali per accaparrarsi l'ultimo pezzo scontato. E' il Black Friday, la giornata dedicata agli acquisti super scontati che in America arriva ogni anno il giorno dopo il Thanksgiving Day e che dà inizio alla stagione dello shopping natalizio.

Ogni anno, la scena è la stessa: digerito il tacchino, gli americani si armano di pazienza e affrontano ore di fila davanti ai grandi magazzini, come Macy's o Best Buy, in attesa dell'apertura delle porte per correre a litigarsi l'ultimo acquisto dal prezzo che più stracciato non si può.
Il Black friday è un giorno importante per il settore commerciale americano, perchè costituisce un indicatore attendibile della predisposizione agli acquisti e sull'effettiva capacità di spesa dei consumatori, tanto da essere osservato anche dagli analisti finanziari.

Se in America, nonostante la crisi economica e l'uragano Sandy il Natale è già nell'aria, in Italia si arranca verso questa festa che rappresenta per le famiglie italiane una notevole spesa da affrontare ogni anno con maggiore difficoltà.
Ad forte riduzione del potere d'acquisto (-13% dal 2008) si aggiunge a dicembre il pagamento della seconda rata dell'Imu, una spesa che renderà ancora più difficile gli acquisti natalizi.
Lo scopo è quindi giocare d'anticipo: un'indagine della Coldiretti, sulla base della ricerca "Xsmas Survey 2012", ha dimostrato come già dallo scorso fine settimana sia partito lo shopping natalizio, nonostante manchi un mese allo scarto dei regali. La ricerca dimostra come il budget impiegato per regali e spese natalizie sia in calo del 3,7% rispetto al Natale 2011, oltre ad essere al di sotto di quello medio dei consumatori europei.

In particolare, nel settore dell'abbigliamento, la riduzione della spesa è notevole: dati della Confesercenti rivelano un trend negativo nel settore di circa il 16%. Una situazione veramente nera, alle quali le aziende hanno tentato di reagire anticipando i saldi invernali a dicembre, in modo da aiutare consumatori e commercianti. E' la richiesta del Codacons al governo Monti e alle organizzazioni dei commercianti, un modo per rilanciare l'economia ed evitare "un drastico calo dei consumi nel periodo natalizio", spiega il presidente Carlo Rienzi.
La proposta ha ricevuto il sì da parte di Federmoda, ma è stata bocciata dalla Confesercenti per tutelare i piccoli esercenti: i saldi anticipati avrebbero potuto mettere in ulteriore difficoltà i piccoli esercizi commerciali, correndo il rischio non solo di non vendere nulla durante tutto il mese di novembre, ma di mettere in pericolo gli affari da gennaio in avanti.

Niente saldi anticipati, dunque: per comprare con lo sconto bisognerà attendere il 5 gennaio 2013. Ma la normativa regionale sui saldi e una mancata liberalizzazione stanno provocando già i primi contrasti. Come in Emilia Romagna e Lombardia, dove i negozi applicheranno la legge regionale che sospende il divieto di vendite promozionali nei 30 giorni precedenti l’inizio ufficiale dei saldi. Allarmata Confcommercio Firenze, che teme un "pendolarismo dei potenziali clienti verso città che con i treni veloci ormai sono raggiungibili in un baleno", come dichiara la presidente dell'associazione Alessandra Signori. E i commercianti reclamano una legge nazionale che uniformi la situazione: che si chiamino saldi o vendite promozionali è del tutto secondario, alla gente quello che interessa è pagare di meno.