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Bls, nel 2020 triplica fatturato ed espande produzione mascherine

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·4 minuto per la lettura

Se il Covid ha messo in ginocchio molte aziende italiane per altre la pandemia ha moltiplicato il lavoro. Fatturato +200%, produzione +300%, e numero di dipendenti e collaboratori raddoppiato negli ultimi 12 mesi sono infatti i risultati raccolti nel 2020 da Bls, l'azienda italiana con sede a Cormano (in provincia di Milano) specializzata nella produzione di mascherine, dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie che hanno visto l'impresa italiana in prima linea nell’emergenza Covid-19.

Con la pandemia da Coronavirus, da azienda di "nicchia" Bls si è infatti trovata al centro di un sistema produttivo di beni indispensabili per la tutela della salute delle persone. E, grazie a macchinari progettati e ingegnerizzati internamente e alle sinergie promosse con università e partner di mercato, l’azienda è riuscita a rendere sempre competitiva la propria produzione, anche rispetto alla Cina. Il tutto, assicurano da Bls, "senza aumentare i prezzi delle mascherine, rifornendo ospedali, Rsa e forze dell'ordine, e sostenendo diverse associazioni con la donazione di oltre 40mila mascherine".

Bls fa inoltre sapere di avere investito "in innovazione e creduto nella capacità di fare sistema tra università e industria collaborando alla realizzazione delle mascherine di design Narvalo Urban Mask, ideate dalla startup Narvalo - spin off del Politecnico di Milano - e in grado di filtrare oltre il 99% di agenti inquinanti, virus, batteri, polveri ed odori".

Proprio con questo spirito e questa struttura, Bls ha annunciato di aprire il 2021 entrando a far parte di Fondazione Politecnico di Milano e aderendo ad Assosistema Confindustria - nella Sezione 'Sicurezza sul lavoro/Safety'. "Siamo orgogliosi di partecipare a due delle più importanti associazioni di categoria che ci supporteranno nel nostro percorso e ci permetteranno di essere sempre più posizionati e innestati nel territorio, per proseguire e valorizzare al meglio il nostro lavoro di ricerca e collaborazione con le realtà locali, per costruire un futuro sicuro" commenta Pier Paolo Zani, amministratore delegato di Bls.

In questo contesto, l'azienda ha annunciato anche nuovi e importanti investimenti sia in Italia che all’estero con due nuove linee di produzione di maschere usa e getta a becco, certificate Ce: la Bls 502 (Ffp2) e la Bls 503 (Ffp3). Entrambe le linee saranno al centro della nuova sede produttiva a Paderno Dugnano (in provincia di Milano), assicureranno una capacità produttiva di oltre un milione di mascherine al mese e verranno dedicate principalmente ai mercati industriale e medicale europei.

Zani ha ricordato che "da oltre 50 anni in Bls ci dedichiamo prevalentemente al settore industriale, sia in Italia sia all’estero: prima della pandemia il mercato medicale valeva infatti solo una minima parte del nostro fatturato. L’emergenza sanitaria ci ha quindi posto di fronte ad una importante questione: soddisfare la domanda di clienti consolidati, da cui dipendeva la maggior parte del nostro fatturato, oppure - ha spiegato il manager- adattare la produzione per soddisfare la domanda interna, proveniente principalmente da ospedali, protezione civile, forze dell’ordine".

"Abbiamo deciso - prosegue l'ad di Bls- di onorare la nostra missione principale, ovvero proteggere le persone: per questo abbiamo messo a punto un piano che - ridisegnando il processo produttivo, realizzando nuovi investimenti e portando l’azienda alla massima capacità produttiva - ci ha permesso di assicurare, nel momento di maggiore emergenza, mascherine certificate Ce e prodotte in Italia. Siamo orgogliosi di quanto fatto e soprattutto di essere stati accanto alla popolazione in questi mesi difficili: continueremo a farlo, sia in Italia che negli altri mercati, a prescindere dalle sfide che ci proporrà l’immediato futuro".

Infine, l’azienda sta concentrando i propri sforzi nello stabilimento produttivo in Spagna, a Barcellona, dove il team è composto da oltre 30 dipendenti. Acquisito nel 2010 per la sola produzione di filtri, lo stabilimento spagnolo ospiterà ora una linea di produzione di maschere facciali filtranti di forma piatta verticale, che sarà disponibile in una prima versione FFP2, con e senza valvola. La vendita sarà dedicata principalmente al mercato spagnolo, con priorità al settore sanitario per il rifornimento di ospedali, cliniche, forze dell’ordine.

"È fondamentale -ha osservato infine Zani- fare tesoro di esperienze e know-how: nel 2020 la chiusura delle frontiere ha rallentato l’export e questo non ci ha consentito di supportare e rifornire con facilità gli altri Paesi. Questa nuova linea produttiva sul territorio iberico ci permetterà invece di aiutare anche la Spagna, che consideriamo la nostra seconda casa, in caso di situazioni simili in futuro".