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BoE lascia tassi e acquisti bond invariati, vede picco inflazione oltre 3%

·2 minuto per la lettura
La sede della Bank of England nella City di Londra

LONDRA (Reuters) - La Banca d'Inghilterra (BoE) ha deciso di mantenere invariata l'entità del programma di stimolo e di lasciare i tassi di interesse benchmark ai minimi storici dello 0,1%.

Gli economisti in un sondaggio Reuters non avevano previsto modifiche alla politica monetaria da parte della BoE che aspetta di comprendere se il balzo post-lockdown dell'inflazione sia di natura temporanea e se l'occupazione crescerà una volta che il governo avrà ridimensionato il suo programma di tutela del mercato del lavoro.

Il mantenimento del programma di acquisto di obbligazioni governative a 875 miliardi di sterline ha ricevuto 8 voti a favore e uno contrario nel comitato per la politica monetaria della BoE.

Andy Haldane, capo economista dell'istituto che lascerà la BoE nelle prossime settimane, ha votato per il secondo meeting consecutivo per ridurre di 50 milioni di sterline il programma di acquisti bond.

Votato all'unanimità il mantenimento dei tassi di interesse ai livelli attuali, così come il totale degli acquisti di obbligazioni corporate a 20 miliardi di sterline.

La scorsa settimana la Federal Reserve Usa ha iniziato a muoversi verso una riduzione dello stimolo per la pandemia segnalando che un primo aumento dei tassi di interesse potrebbe avvenire nel 2023, un anno prima di quanto previsto nelle proiezioni, richiamando l'attenzione sulle prossime mosse delle altre banche centrali.

La BoE ha aumentato ulteriormente le previsioni di inflazione oltre il target del 2%, affermando che potrebbe raggiungere un picco superiore al 3% ma che sarà solo per un "periodo limitato", impegnandosi a monitorare attentamente le attese nel medio termine.

"Le crescenti pressioni dei costi delle materie prime globali si sono riversate sempre di più sui costi di produzione del settore manifatturiero e sui prezzi delle importazioni non legate al petrolio", si legge nel verbale della riunione di politica monetaria della banca centrale britannica.

"L'indice dei prezzi al consumo dovrebbe crescere oltre il target, in primo luogo a causa degli sviluppi nei prezzi dell'energia e di altre materie prime e probabilmente supererà il 3% per un periodo limitato, raggiungendo un picco superiore alle previsioni".

Riviste al rialzo anche le stime sul Pil del secondo trimestre di 1,5 punti percentuali rispetto alle stime di inizio maggio.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)

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