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Boehringer, fatturato primo semestre a 9,8 mld (+5,8%)

·3 minuto per la lettura

"Dopo un ottimo esercizio 2020", prosegue anche quest'anno un "trend positivo" per il gruppo farmaceutico tedesco Boehringer Ingelheim. Nei primi 6 mesi 2021 l'azienda registra infatti un fatturato netto di 9,8 miliardi di euro, in crescita del 5,8% su base annua e al netto degli effetti di cambio. All'aumento, sottolinea la compagnia, hanno contribuito tutti e tre i segmenti di business: Human Pharma (farmaci per uso umano), Animal Health (salute animale) e Biopharmaceutical Contract Manufacturing (produzione biofarmaceutica conto terzi).

"Insieme ai nostri collaboratori, nel primo semestre dell'anno abbiamo raggiunto solidi risultati finanziari, nonostante il continuo impatto della pandemia di Covid-19", afferma Michael Schmelmer, membro del Consiglio di amministrazione e responsabile Finance & Group Functions, ponendo l'accento sul problema delle cure mancate: "Vediamo che in molti Paesi la gente evita di andare dal medico a causa di Covid-19, anche se ha urgente bisogno di diagnosi e cure. Questo - ammonisce - pone un serio problema medico, che dobbiamo tenere ancora di più in considerazione mentre combattiamo la pandemia".

Nella prima metà dell'anno, Boehringer evidenzia "progressi fondamentali" sul fronte della Ricerca e Sviluppo. Le attività R&D per il business Human Pharma comprendono "oltre 60 nuovi composti, e circa 100 progetti clinici e preclinici, che potrebbero portare alla domanda di approvazione per ben 15 farmaci entro il 2025". Dichiara Hubertus von Baumbach, presidente del Cda: "Nel primo semestre del 2021, la nostra intensa attività di Ricerca e Sviluppo ha fatto ulteriori progressi decisivi, e questi successi in medicina potrebbero migliorare la vita di milioni di pazienti in tutto il mondo". In particolare "ci concentriamo su aree in cui la necessità di innovazione medica è elevata", perché "nonostante i progressi in medicina degli ultimi decenni, ci sono ancora molte malattie per le quali non sono ancora disponibili cure adeguate".

Tra gli avanzamenti R&D, Boehringer ricorda di avere presentato in luglio "un'importante innovazione per il trattamento dello scompenso cardiaco con empagliflozin. Sono più di 60 milioni i pazienti che soffrono di questa malattia in tutto il mondo, e circa la metà è affetta da scompenso cardiaco con frazione di eiezione conservata (HFpEF), una sindrome in cui il ventricolo sinistro del cuore non è in grado di riempirsi adeguatamente, con conseguente minor afflusso di sangue a tutto il corpo. Un recente studio ha dimostrato un rischio significativamente più basso di ricovero in ospedale per scompenso cardiaco o di mortalità per cause cardiovascolari con empagliflozin nei pazienti adulti affetti da HFpEF".

"Se sarà approvato, il farmaco diventerà la prima e unica terapia con efficacia clinicamente dimostrata per migliorare gli outcome nell'intero spettro dei pazienti con scompenso cardiaco, indipendentemente dalla frazione di eiezione", rimarca il gruppo, precisando che "nel mese di giugno la Commissione Europea ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio per empagliflozin nel trattamento dell'adulto con scompenso cardiaco cronico sintomatico con frazione di eiezione ridotta (HFrEF)".

Boehringer annuncia anche "importanti passi avanti nell'area dei disturbi neuropsichiatrici, che includono due studi di fase II, attualmente in corso. Alla fine di maggio la Food and Drug Administration statunitense ha concesso la Breakthrough Therapy Designation per BI 425809, un componente fondamentale del programma di ricerca sulla salute mentale dell'azienda, destinato al trattamento dei disturbi cognitivi associati alla schizofrenia". L'azienda ha inoltre comunicato "l'avvio dell'innovativo programma di studi clinici Connex di fase III per la valutazione della sicurezza e dell'efficacia di BI 425809, un nuovo inibitore del trasportatore 1 della glicina (Gly-T1), nel migliorare la funzione cognitiva nell'adulto affetto da schizofrenia".

La compagnia evidenzia infine di avere "integrato le capacità di Ricerca e Sviluppo e le attività in medicina con ulteriori partnership di alto profilo, tra cui quelle nei settori dell'informatica quantistica e della scienza dei dati". In particolare, a giugno Boehringer è diventata uno dei soci fondatori del Quantum Technology and Application Consortium (Qutac), che riunisce 10 delle principali aziende tedesche attive nello studio di nuove applicazioni industriali per l'informatica quantistica.

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