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“Bolla su energie rinnovabili”: l’allarme del top manager Total

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 17 feb. (askanews) - L'amministratore delegato di Total lancia un allarme sulla bolla dei prezzi dell'energia rinnovabile, che secondo il manager sono lievitati a livelli fuori scala: "folli", afferma il una intervista al Financial Times. Patrick Pouyanné cita come esempio una recente asta su concessioni di parchi eolici in Gran Bretagna, che secondo alcuni analisti sono stati pagati valori "sbalorditivi".

"Un banchiere - racconta - mi ha approcciato, riguardo un altro accordo, e mi ha detto: se non compri lo farà BP. Gli ho risposto: 'va bene, ma mi puoi spiegare perché dovrei comprare a un prezzo del genere?'". Il manager cita valutazioni che hanno raggiunto un multiplo di 25 volte il livello del fatturato: "semplicemente folle. Ci sta una bolla".

Il tutto mentre secondo il quotidiano finanziario i giganti globali della produzione di energia sono sotto pressione per spostare le attività dai settori da cui ricavano fatturato, utili e dividendi, cioè le fonti fossili, verso fonti considerate pulite. La stessa Total ha fossato l'obiettivo di arrivare a zero emissioni entro il 2050 e alla fine si è aggiudicata uno degli asset nella sovra menzionata asta di concessioni eoliche Gb.

Pouyanné, che lavora a Total da 20 anni, ammette che l'orientamento dell'opinione pubblica su questi temi si è spostato verso le istanze green più velocemente di quanto ci si attendesse. Ma "ance se noi di Total, quelli di BP e di Shell disinvestiamo dalle fonti fossili non cambierà nulla". Perché, spiega, si è di fronte ad un "paradosso: è completamente sbagliata l'idea che risolveremo il tema del cambiamento climatico solo perché non ci saranno più fondi investiti su petrolio e gas".

Intanto però, secondo il quotidiano della City, diversi investitori di rilievo hanno minacciato le major petrolifere di defilarsi se non fanno di più contro il cambiamento climatico. E ancora non è chiaro se in Europa la Bce impartirà, come vorrebbe la presidente Christine Lagarde, una intonazione green alle sue misure di politica monetaria, specialmente ai programmi di acquisti di titoli.