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Bollette, fine mercato tutelato slitta al 2022

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La fine del mercato tutelato per l'energia slitta al 2022. La misura, cancellata all'ultimo momento dal ddl bilancio, è contenuta in una bozza del decreto legge Milleproroghe che l'Adnkronos ha visionato. La fine del mercato tutelato, senza la proroga, dovrebbe scattare il primo luglio 2020. Il Mise, sentita l'Autorità per l'energia (Arera), entro 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto legge, si legge nella bozza, definisce le "modalità e criteri dell'ingresso consapevole nel mercato libero dei clienti finali, tenendo conto della necessità di concorrenza, pluralità di fornitori e di offerte nel libero mercato''.  

Il consueto decreto legge di fine anno per rinviare o riconfermare tutta una miscellanea di misure dell'anno in corso dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri venerdì mattina. Tra le varie norme contenute nella bozza, viene posticipata di sei mesi, dal 31 dicembre 2019 al 30 giugno 2020, la data per l'entrata in vigore della disciplina sulle intercettazioni. Il rinvio è dettato dalla necessità di svolgere ulteriori attività di verifica dei sistemi dei singoli uffici delle procure della Repubblica e di adeguamento dei locali, le cosiddette sale di ascolto. 

E ancora, tra le altre norme 'espulse' dalla manovra e che trovano spazio nella bozza, dalle cambiali digitali all'educazione finanziaria: in particolare, si prevede l'istituzione di uno strumento per l'autofinanziamento delle imprese. Le nuove cambiali sarebbero soggette all'imposta di bollo proporzionale con un'aliquota pari al 12 per mille, come per le cambiali finanziarie.  

L'altra norma prevede che l'insegnamento trasversale dell'educazione civica debba trattare anche le tematiche riguardanti l'educazione finanziaria e incrementa di 200.000 euro annui le risorse destinate ''alla formazione dei docenti sulle tematiche afferenti all'insegnamento trasversale dell'educazione civica''. 

Viene inoltre prorogato fino a tre anni complessivamente lo Stato di emergenza per il crollo del Ponte Morandi a Genova avvenuto il 14 agosto del 2018. Raddoppiano poi a 24 mesi, dai precedenti 12, i tempi per l'indennità per chi ha perso il lavoro a causa della tragedia che ha colpito Genova, prevede una bozza del dl che estende a tutto il 2020 il diritto all'indennità. 

Esteso al 2020 anche il termine per trecento assunzioni a tempo determinato da parte della Regione Liguria, Città metropolitana di Genova e Comune di Genova e delle società controllate con uno stanziamento di 10 milioni di euro. Prorogato al 2020 anche il termine per le assunzioni a tempo determinato da parte dell'Autorità portuale: a questa misura si destinano risorse pari a 1 milione di euro. 

E viene esteso di sei mesi, al 30 giugno 2020 (dal 31 dicembre 2019), il termine per quantificare l'ammontare delle somme relative ai danni subiti dalle imprese per il sisma in Abruzzo del 2009. 

Dalla donazione dei farmaci al cervellone digitale a palazzo Chigi, continua poi la valanga di misure uscite dalla manovra che trovano in gran parte spazio nella bozza. La commercializzazione gratuita dei farmaci in eccedenza, scartata dalla legge di bilancio 2020, ricompare nel nuovo provvedimento: in particolare, si spiega che la cessione riguarda i farmaci ''donati nell'ambito di programmi a uso compassionevole''. E si precisa che i prodotti interessati sono ''beni non commercializzati e non più commerciabilizzabili'' che verranno utilizzati per ''favorire le iniziative di solidarietà sociale e promuovere il riutilizzo delle eccedenze''. 

Potrebbe trovare spazio nel milleproroghe anche il 'cervellone' per l'Agenda digitale alla presidenza del Consiglio, grazie a ''un contingente di personale formato da esperti in possesso di specifica ed elevata competenza nello sviluppo e gestione di processi complessi di trasformazione tecnologica e delle correlate iniziative di comunicazione e disseminazione, non ché significativa esperienza in progetti di trasformazione digitale''. 

Anche le province potranno utilizzare la disciplina delle assunzioni basata sul principio della sostenibilità finanziaria, già operativa per i comuni. E' quanto prevede una misura che, "superando le attuali rigidità, introduce criteri che consentono maggiore flessibilità e adeguatezza assunzionale anche alle province, assicurando la sostenibilità finanziaria dei connessi costi permanenti e strutturali rispetto agli squilibri di finanzia pubblica". Viene quindi estesa alle province le disposizioni previste per i comuni, consentendo di non applicare le limitazioni della percentuale del 25% della spesa per il lavoro a tempo determinato sostenuta nel 2009, fermo restando il limite del 100% della spesa riferita allo stesso anno per le medesime finalità. 

Slittano inoltre di sei mesi le norme sulla class action: l'azione collettiva dovrebbe scattare ad aprile 2020, ma le necessarie modifiche dei sistemi informativi non sono ancora state attuate e, di conseguenza, è probabile che entrerà in vigore a partire da ottobre, secondo quanto prevede la bozza del dl. Sei mesi in più, dunque, di quanto previsto dalla legge del 12 aprile 2019 che decreta l'entrata in vigore il 18 aprile 2020 (cioè dodici mesi dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale). La modifica prevista porterebbe l'entrata in vigore della class action a slittare di diciotto mesi. La norma, in precedenza, era contenuta nella bozza di un emendamento al ddl bilancio. 

Si estendono i termini per la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione fino al 31 dicembre del 2021, si legge infine nella bozza del dl: la misura porta in avanti la scadenza temporale del triennio 2018-2020 fissata dalla legge del 25 maggio 2017. La norma in precedenza sembrava potesse entrare nel ddl Bilancio, attraverso un pacchetto di modifiche preparato dalla Funzione pubblica.