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Bond High Yield, rischio insolvenze molto ridimensionato

Virgilio Chelli
·4 minuto per la lettura
Bond High Yield, rischio insolvenze molto ridimensionato
Bond High Yield, rischio insolvenze molto ridimensionato

Neuberger Berman analizza i fattori che hanno alleggerito le tensioni sui bond non-Investment Grade, a partire dall’azione della Fed, ma avverte che serve comunque una rigorosa selezione

La liquidità senza precedenti messa a disposizione dalle banche centrali sta aiutando gli emittenti non Investment Grade a superare la crisi da Covid, riducendo anche in misura sostanziale le attese di insolvenza, dopo l’incredibile picco di volatilità causata dall’epidemia piombata in un contesto economico in ottima salute. Gli stimoli fiscali e monetari hanno svolto un ruolo fondamentale, in particolare l’acquisto diretto di debito High Yield da parte della Fed per la prima volta nella storia, per far rientrare gli spread. Altro fattore cruciale è stata la riapertura in tempi record dei mercati dei capitali, in particolare l’High Yield statunitense.

LA COSTRUZIONE DEL PONTE DI LIQUIDITÀ

Nel commento settimanale dal titolo "La costruzione del ponte di liquidità", a cura del Team Global Non-Investment Grade Credit, Neuberger Berman analizza l’orientamento ottimale da dare ai portafogli e risponde alle domande degli investitori, in particolare sul rischio insolvenze nei mercati globali del credito non Investment Grade. Gli esperti di Neuberger Berman mettono subito in chiaro che sono trascorsi solamente tre mesi dai minimi di marzo ed è ancora presto per trarre conclusioni definitive sul fronte delle insolvenze. Ma aggiungono che le aspettative della casa d’investimento sulle insolvenze degli emittenti non Investment Grade hanno subito un “sostanzioso ridimensionamento”.

MENO RISCHIO INSOLVENZA PER HIGH YIELD E LEVERAGED LOAN

Al culmine della correzione infatti i mercati scontavano insolvenze attese oltre il 30%, ma dopo l’intervento della Fed a inizio aprile, le proiezioni di Neuberger Berman sulle insolvenze nel 2020 e fino a fine 2021, tra High Yield statunitense e leveraged loan, erano già scese rispettivamente al 15 e al 12%. Gli effetti destabilizzanti della pandemia e l’estrema volatilità delle materie prime, petrolio in particolare, costituivano le principali discriminanti di queste view, moderate solo da una prima ripresa dei mercati dei capitali e dalle politiche di sostegno varate dal governo. Da aprile, una serie di sviluppi positivi ha giustificato l’ulteriore abbassamento delle prospettive di insolvenze per il biennio 2020-21 al 9-10% per l’High Yeld statunitense e all’8-9% per i leveraged loan.

UN MIGLIORAMENTO CHE NON INTERESSA SOLO IL MERCATO USA

Gli esperti di Neuberger Berman sottolineano che il ridimensionamento delle proiezioni sulle insolvenze non interessa solo il caso USA, perché diversi fattori analoghi a quelli che stanno sostenendo i mercati in America, in particolare il coordinamento tra le politiche monetarie, hanno indotto ad abbassare le stime dei tassi di insolvenza cumulativi per il periodo 2020-21 dal 6 al 3% circa anche per l’High Yield europeo e dall’11 al 7% circa per quello globale. Ad allentare la pressione ha contribuito un insieme di fattori, tra cui l’analisi di Neuberger Berman cita il ritmo elevato delle nuove emissioni a maggio e giugno, che ha consentito di raccogliere liquidità aggiuntiva e posticipare la scadenza del debito, con i mercati pronti ad accogliere non solo gli emittenti rimasti perlopiù immuni agli effetti del virus, ma anche molti di quelli finiti nell’occhio del ciclone.

ANCHE GLI ACQUISTI DI ETF DA PARTE DELLA FED HANNO AGGIUNTO UNA NOTA POSITIVA

Questo ha dato tempo sufficiente per riprendersi, perché un emittente riesce a raccogliere liquidità e creare un cuscino adeguato quando gli investitori verosimilmente valutano che il valore degli asset finirà per tornare ai livelli del 2019. Anche gli annunci della Fed hanno prodotto effetti significativi, perché alcuni “fallen angel”, emittenti cioè declassati dallo status di Investment Grade, possono ora procurarsi la liquidità necessaria grazie agli acquisti della banca centrale se ne avessero bisogno. Nonostante le dimensioni ancora ridotte, anche gli acquisti di alcuni ETF high yield da parte della Fed hanno aggiunto una nota positiva al quadro di mercato complessivo.

UNA SELEZIONE ATTENTA RESTA COMUNQUE NECESSARIA

Nonostante tutto questo, avvertono gli esperti di Neuberger Berman, ci sarà anche chi, finita la crisi, sarà rimasto scottato. Le società si stanno indebitando più di prima e le politiche monetarie sono dirette principalmente al credito di maggiore qualità. Per questo sarà comunque necessaria un’attenta selezione del credito non Investment Grade, che si dovrà basare su un orientamento rigoroso e sull’abilità di sapersi adattare man mano che verranno diffusi i nuovi dati. Per affrontare la nuova fase, gli esperti di Neuberger Berman ritengono che la cosa più importante sia tenere a mente che in termini di prospettive di insolvenza, i mercati globali del credito non Investment Grade sono in condizioni migliori di quanto non si fosse temuto allo scoppio della crisi.