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Bond oggi: analisi tecnica del Btp 2067, il più amato dai trader

Lorenzo Raffo
 

E’ il Btp – come noto – spesso in testa alla classifica degli scambi dei nostri titoli di Stato nonché il più utilizzato da chi fa trading veloce in ambito obbligazionario. Oggi lo analizziamo in un’ottica puramente di analisi tecnica.

  • Scambi – Dopo i formidabili picchi estivi con oltre 60.000 contratti mensili stanno subendo una progressiva riduzione, che l’ha riportato a ottobre e novembre sotto i 40.000, con un riscontro nei controvalori trattati. Dicembre si allinea finora su volumi equivalenti, con circa 1.000/1.200 negoziazioni quotidiane, malgrado l’eccezione di lunedì 2, in cui si sono superate le 3.000.
  • Analisi tecnica – Salvataggio in extremis ieri dopo una seduta alquanto incerta, con il ritorno a 105,39 euro contro un’apertura a 105,5 ma un minimo a 104,56 e un’evidente conferma di elevata volatilità intraday, in presenza di un movimento gestibile mediante una media mobile non troppo veloce. Da qualche giorno si sta definendo un allineamento sui 105,4-105,5, resistenza di brevissimo periodo, contro il tradizionale supporto dei 102,8, che in realtà è stato sfiorato solo martedì 3. Il 2067 si è di nuovo posizionato sulla media mobile a 10 sedute e potrebbe nelle prossime giornate tendere verso la trendline rialzista disegnatasi da luglio. E’ pur vero che da novembre si muove con frequenti contatti di un’opposta trendline ribassista e l’incrocio delle due il 12 novembre è stato causa di successiva debolezza. L’operatività di breve periodo vede un segnale di “upside” nel superamento dei 105,86/106 e uno di “downside” sotto i 103,5, dove l’avvicinamento al supporto dei 102,8 rappresenta un segnale di allerta. Lo stocastico sui minimi (poco sopra 20) e l’indicatore di momentum ancora negativo ma in lento movimento verso la linea dello zero vanno seguiti con attenzione e potrebbero generale un indizio rialzista, in presenza soprattutto di un Chaikin money (misura di intensità dei flussi di denaro rialzisti o ribassisti che circolano nel mercato) tornato positivo dopo otto sedute in rosso. Certamente non si intravede però una fase di netto recupero, il che è dovuto al fatto che il mercato istituzionale ammette incertezza in corso relativamente ai nostri titoli di Stato.

Volatilità – E’ aumentata negli ultimi tempi, attestandosi su periodicità a 180 giorni al 23,2%, poco lontana da valori di allerta, riconoscibili nel 24-25%. In sintesi – Identificata con una certa precisione la possibile operatività di breve periodo, occorre segnalare che il trend di lungo è ormai chiaramente ribassista e che l’avvicinamento al primo supporto dei 102,8 non rappresenta il solo motivo di affanno, poiché poco sotto si avverte minacciosa la presenza della media mobile a 200 sedute, ora posizionata a 99,3 euro. La distanza si è nettamente contratta e costituisce – dal punto di vista tecnico – il maggiore motivo di incertezza, che solo consistenti interventi di Qe da parte della Bce potrebbero attenuare nelle prossime settimane. 

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