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Bond oggi: aumentano le cedole delle nuove emissioni

Lorenzo Raffo
 

Finalmente! Il pendolo del comparto obbligazionario comincia a girare a favore degli investitori, dopo la fase oppressiva da Quantitative Easing. Le nuove emissioni delle ultime settimane mostrano infatti un qualche incremento dei rendimenti nominali riconosciuti in un mercato d’altra parte reso più complesso dalle oscillazioni sul secondario non solo dei Btp ma anche di altri governativi. La remunerazione del rischio sale in Europa e prosegue negli Usa, con la solita differenza però che sul primo fronte si conferma l’assurdo limite dei 100.000 euro, inevitabile freno alla liquidità degli scambi. 

Diversificazione delle valute

Da notare che oltre all’incremento delle cedole, si assiste a due significativi fenomeni collaterali: una forte differenziazione delle valute (con l’arretramento dell’euro) e una maggiore presenza di tassi variabili, proposti anche fra i corporate. Ma torniamo ai tassi fissi in euro: gli spread di credito si sono quasi raddoppiati negli ultimi due mesi, passando dai 50/60 pb in media agli attuali 100 pb per le scadenze a 10 anni, sull’onda del rialzo dei rendimenti reali dei governativi, dovuto sia alla fine del Qe sia a una possibile politica monetaria più restrittiva da metà 2019 in poi. Dopo l’ubriacatura dei quasi tassi a zero anche da parte dei corporate, il costo del ricorso ai mercati si riadegua a una situazione più corretta, che colpisce soprattutto i settori penalizzati dalle correzioni dell’azionario negli ultimi tempi: quindi automobilistico, chimico e siderurgico. Ne è esente il mondo finanziario e specialmente bancario, ancora allineato su condizioni medie meno prodighe rispetto al comparto industriale.

Esempi interessanti

Non era mai capitato di vedere obbligazioni in renminbi cinese di emittenti occidentali superare la barriera del 3%. Negli ultimi giorni Bmw (EUREX: BMWE.EX - notizie) si è proposta con un 4,4% a scadenza 2021 (Isin XS1881539842), subito seguita da Daimler (IOB: 0NXX.IL - notizie) /Mercedes (Xetra: 710000 - notizie) -Benz al 4,5% su identica scadenza (Isin XS1878119889). La francese Edf (Swiss: EDF.SW - notizie) (Electricité de France) in Us dollari si è offerta sul mercato con una triade dalla curva dei rendimenti alquanto anomala: 4,5% al 2028 (Isin USF2893TAU00), 4,875% al 2038 (Isin USF2893TAV82) e 5% al 2048 (Isin USF2893TAT37). Scelta simile da parte di Enel (Londra: 0NRE.L - notizie) di nuovo in Us dollari ma su scadenze nettamente più corte: 4,25% al 2023 (Isin USN30707AJ75), 4,625% al 2025 (Isin USN30707AK49) e 4,875% al 2029 (Isin USN30707AL22). Un decennale di Eni (Londra: 0N9S.L - notizie) si è fermato al 4,75% in Us dollari al 2028 (Isin XS1826622240), mentre Fca si attesta all’1% in euro su scadenza 2022 (Isin XS1881804006). Di (KSE: 003160.KS - notizie) nuovo in ambito automobilistico Jaguar Land Rover paga in euro il 4,5% al 2026 (Isin XS1881005976). 

D’altra parte i governativi scendono

Tutto questo trova riscontro – pur nella diversità di offerta e di divise di denominazione – in un movimento ribassista delle quotazioni e quindi rialzista dei rendimenti dei titoli di Stato europei: il decennale austriaco è salito in un mese dallo 0,55% allo 0,66% di yield, mentre quello olandese è balzato nello stesso periodo dallo 0,42 allo 0,58% e il Bund tedesco infine dallo 0,30 allo 0,47%. In termini percentuali si tratta di veri e propri sussulti ma è ancora presto per cantare vittoria. Solo il giorno in cui la Bce (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) annuncerà un primo aumento dei tassi la situazione si muoverà verso un’effettiva normalizzazione. Intanto è meglio continuare a sfruttare il differenziale di rendimenti riferito ai mercati dell’area occidentale da tempo più generosi in termini di cedole: quindi quello dell’Us dollar ma anche dei cugini australiano e canadese, depurando naturalmente la variabile del cambio valutario. 

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