I mercati italiani chiudono fra 4 ore 34 min

Bond oggi: dopo il crash della lira turca che fare?

Lorenzo Raffo
 

L’analisi tecnica è stata sbaragliata dalla violenza dei fattori politici. Le tensioni fra Usa e Turchia, sfociate in un vero e proprio scontro, con il blocco del rilascio di visti da parte di entrambi i Paesi, hanno avuto effetti devastati per la lira, con un’accentuazione della rincorsa ai minimi storici. Gli stessi operatori specializzati su questa valuta considerano la situazione molto pesante, soprattutto per i possibili impatti che avrà sull’economia di Ankara e dintorni. Il motivo di maggiore preoccupazione non sta tanto nel cambio quanto in una bilancia commerciale fortemente in rosso, con un trend in peggioramento, compensato solo ad agosto dalle entrate turistiche, e in un’inflazione che torna sopra l’11% su base annua, dopo i segnali di miglioramento di fine primavera.

Obbligazionisti bloccati

Molti trader e investitori italiani – da sempre esposti su questa valuta – si trovano immobilizzati su obbligazioni in lire turche a elevata cedola ma con significative perdite in conto capitale. Le possibilità che hanno sono varie, senza però una risposta definitiva. 

Vendere – La volatilità delle ultime 24 ore è stata molto elevata, con massimi a 4,396 e minimi a 4,326 contro euro. In una situazione così incerta c’è il rischio di andare controtrend, ma è certo che l’abbinata di fattori geopolitici ed economici appare particolarmente sfavorevole. Un punto di inversione si può fissare sui 4,33 Eur vs Try, mentre uno di definitiva rottura è identificabile nei 4,44 Eur vs Try. Oltre si determinerebbe un crollo, mentre solo sotto i 4,33 partirebbe un modesto segnale di inversione. Questi numeri servono a capire solo in parte se vendere oppure no.

Mediare – La situazione è talmente esasperata da escludere una simile opzione, proponibile solo in presenza di acquisti precedenti su cambi molto più bassi (sotto i 3 Eur vs Try) e se la lira si rafforzasse tornando oltre la barriera dei 4 o ancora meglio dei 3,926 Eur vs Try. 

Switciare – La possibilità di cambiare valuta va presa in considerazione soltanto per quelle che garantiscano rendimenti cedolari equivalenti o poco più bassi. Rublo russo? E’ in una fase di stasi, ma sempre debole. Real brasiliano? Dal crollo di maggio si muove in una stretta lateralità. Zar sudafricano? Da marzo è partita una fase di debolezza che sembra scontrarsi ora con livelli decisivi. Passare quindi dalla lira a un’altra valuta ha poco senso, perché comporta costi di transazione e non dà sicurezza di una scelta giusta.

Comprare – Gli obbligazionisti attivi sulle monete emergenti sono in buona parte già investiti sulla valuta turca. Chi è fuori deve gestirla con grande abilità, imponendosi anche precisi livelli di uscita – quelli prima citati – per non sbagliare. Oggi quest’opzione è sconsigliabile, salvo che si pianifichi un piano di acquisti a piccole quote su ulteriori debolezze. 

Allungare le scadenze – Nella fase attuale non va fatto perché probabilmente i tassi di interesse in Turchia saliranno già dalle prossime settimane. Sono probabili quindi movimenti sulle quotazioni e l’esordio di nuove obbligazioni, con cedole più elevate, ma la situazione richiede maggiore chiarezza. 

In sintesi – Una moneta che era rischiosa e che è divenuta ultra rischiosa. Nella fase corrente conviene attendere le evoluzioni, ma in presenza di ulteriori crolli il “sell” – per chi è dentro - diventerebbe d’obbligo. 

Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online