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Bond oggi: in poche ore sprinta del 13%. Quel Mylan va in porta

Lorenzo Raffo
 

Fino alla settimana scorsa pochi obbligazionisti conoscevano il nome di Mylan, sebbene presente da aprile su Tlx con due emissioni in Usd a rating BBB-, soggette sino a pochi giorni fa a un possibile downgrade. Si tratta della 3,95% 15gn26 (Isin US62854AAN46 – taglio 2.000) e della 5.25% 15gn46 (Isin US62854AAP93 – taglio 2.000). Ieri improvvisamente si è registrato però un netto risveglio delle quotazioni, in particolare per la seconda, passata da 91,9 a oltre 103 $ in qualche ora, complice la notizia che il gigante farmaceutico statunitense Pfizer, produttore fra l’altro del Viagra, si appresta a effettuare una fusione, mediante acquisizione della divisione generici, con Mylan, gruppo specializzato in questo segmento, il cui valore sfiora i 10 miliardi di dollari. Secondo indiscrezioni di stampa, l'annuncio ufficiale potrebbe arrivare già oggi.

Chiusura in accelerazione

Il 5,25% ha registrato in effetti un forte incremento di acquisti, con controvalori di oltre 450.000 $, sebbene lo spread denaro/lettera abbia variato non poco durante la sessione operativa, con evidenti pressioni speculative sull’onda delle indiscrezioni. Un +12% in una sola giornata non è performance marginale in ambito obbligazionario ma rappresenta la conferma di un mercato molto sensibile alle voci relative a operazioni di m&a. La seduta si è chiusa fra l’altro con un’accelerazione dei prezzi in vendita e in acquisto, con un “book” ben corposo sul fronte denaro. Più problematico invece il 3,95%, dove la lettera era limitata a un solo livello. Come sempre importante in una fase così complicata il fattore trainante dell’azione (codice MYL – mercato Nasdaq), confermatasi molto volatile, con un’apertura ieri a 22,6 $, un proseguimento correttivo e una nuova fase ascendente nel pomeriggio. 

Da monitorare con attenzione

Il grafico del bond 5,25% ha sempre dimostrato una certa debolezza, mantenendosi dall’esordio su Tlx sotto quota 96 $ e con un minimo a 86,9 $. L’improvvisa fiammata porta a un risveglio di interesse nei confronti di un emittente che potrebbe cambiare look rispetto all’attenzione degli investitori e soprattutto dei trader, perché l’incremento di volatilità rappresenta un regalo inatteso capace di rendere molto più dinamico il mercato per un bond finora quasi sconosciuto. 

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