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Bond oggi: in previsione Qe sui Btp meglio il 5 o il 50 anni?

Lorenzo Raffo
 

Cosa comprerà la Bce nell’ambito del suo nuovo Qe relativamente ai Btp? Difficile dirlo per due motivi: una compressione dei rendimenti come quella in corso non si era vista prima del precedente Qe; la curva si è abbassata soprattutto nel tratto 7-15 anni, determinando due piccole gobbe su livelli inferiori, ovvero sul 5 anni, e sulla parte alta, cioè proprio sul 15 anni. Le vendite delle ultime sedute hanno interessato in realtà soprattutto i lunghi ma ieri i buy sono tornati a farsi notare, sebbene timidamente in termini di volumi. Eurotower si troverà quindi a combattere con un fronte complesso, nel quale ci sono non pochi rischi di errori. Nel precedente Qe gli acquisti furono dirottati di mese in mese in base a diversi parametri di selezione. Questa volta c’è chi prevede una corsa – relativamente agli italiani – nel tratto di curva da 10 a 15 anni ma anche puntate sul 5 e sul 30 anni. Niente 2067? E’ probabile. 

Dunque 5 anni, pur con piccoli margini!

Come possono muoversi allora i piccoli investitori? E’ opinione abbastanza diffusa che in questa fase il valore da cogliere sia sui quinquennali, il cui rendimento attuale è allo 0,35%. In effetti lo spread rispetto al 3 anni è significativo (42 pb, considerando che quest’ultimo si colloca sul negativo -0,076%) e maggiore rispetto alla distanza dal 7 anni (17 pb). Il 5 anni potrà scendere allo zero? Molti ci credono. E’ il caso allora di analizzare un Btp 2024 e più precisamente il 2,5% scadenza 1/12/2024 (Isin IT0005045270), che ieri ha chiuso a 110,97 euro, con yield 0,37% e duration di 4,9. In una situazione normale il metterlo in portafoglio sarebbe inconcepibile, dato un rapporto appunto fra duration e rendimento di 13,2, semplicemente paradossale. In un quadro anomalo – come quello in corso – se ne valuta invece l’appeal, nella speranza (o convinzione per tanti) che lo 0,35% si muova verso lo 0%. Ricordiamo soltanto che sulla “yield curve” al rendimento appunto dello 0,35% corrispondeva un mese fa lo 0,89% e un anno fa l’1,85%. Scontato il fatto che la grande corsa è già avvenuta, l’analisi grafica del 2,5% 2024 evidenzia una particolare situazione. 

Possibile obiettivo a 113,3

Dopo il rush estivo il titolo da dieci sedute si attesta su quotazioni attorno ai 111 (chiusura ieri a 110,97), con l’inevitabile eccezione di giovedì 12 quando si è avuto un movimento rialzista fino a 111,9 e chiusura a 111,35, in presenza di un minimo a 110,61. In condizioni normali, cioè in assenza di fattori depressivi particolari, sono questi i valori di cui tenere conto, con in più una resistenza a 111,65. Un successivo obiettivo a 113,3 è possibile, dato che corrisponde proprio al livello toccato con il precedente Qe. Lì si determinerebbe un rendimento attorno allo zero, corrispondente quindi alle previsioni di movimento della curva. 

2067 in battaglia con due resistenze

Molto più complessa una valutazione del 2,8% 2067 (Isin IT0005217390), che sui 118,6 della chiusura di ieri si colloca su un’improvvisa trendline ribassista di breve periodo, conseguente al sell-off delle ultime sedute. Si sta quindi determinando un quadro incerto, con fra l’altro il SuperTrend diventato negativo. Il titolo combatte con due resistenze a 118,97 e a 121,08 e solo un deciso superamento di questi livelli consentirà di aumentare la pressione rialzista, oggi ambigua.

Verdetto decisivo

Il quadro grafico è adesso più favorevole al 5 anni rispetto alle scadenze molto lunghe ma tutto dipenderà logicamente dalle scelte della Bce, che potrebbe incidere pesantemente sull’andamento della curva dei rendimenti, già condizionata dai trend degli ultimi mesi. L’unica certezza è così che dal seguire proprio l’evoluzione del quinquennale si avrà un segnale delle manovre in campo. Le prossime due/tre settimane saranno decisive da questo punto di vista. 

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