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Bond oggi: sotto la lente il Turchia 8% in $, una vera trottola

Lorenzo Raffo
 

Di (KSE: 003160.KS - notizie) fronte alla nuova positività rispetto ai governativi emergenti in $, dovuta a un doppio fattore, quello di una politica Fed meno rialzista sul lato tassi e a una prospettiva di basso rischio di rafforzamento del dollaro e quindi del costo di finanziamento, la ricerca di occasioni sul mercato secondario regolamentato diventa strategica per il 2019. Nell’ambito dei titoli a basso taglio una certa attenzione lo merita il Turchia 8% scadenza 2034 (Isin US900123AT75 – taglio 2.000 – pagamento cedola bimestrale – rating B+), che presenta molteplici aspetti positivi:

  • la quotazione si muove poco sopra la pari (chiusura ieri a 102,14 sul Mot e a 102,8 $ su Tlx, con un disallineamento dovuto al diverso orario dell’ultimo contratto);
  • il rendimento a scadenza si attesta al 7,7% (quotazione del Mot), il che lo pone al primo posto in classica relativamente ai Turchia presenti su Borsa Italiana;
  • il quadro degli scambi risulta abbastanza attivo ma è preferibile operare su Tlx;
  • la volatilità è una delle più elevate sul fronte obbligazionario in $.

Sale e scende velocemente

Quello della volatilità media è proprio l’elemento che mette in luce il Turchia 8%. Si attesta al 22,8% e deriva da tre cause: la forte compressione ribassista di fine primavera e dell’estate, conseguenza della crisi politica/economica del Paese medio-orientale, il tentativo di rimbalzo partito a settembre e la sollecitazione derivante da tutto quanto ha a che vedere con i bond in dollari. Il risultato è evidente: nelle ultime 52 settimane minimo a 87,5 $ e massimo a 124 $. Difficilmente quest’ultimo picco potrà essere rivisto nel breve e medio termine ma il tentativo di rimbalzo ha evidenziato una spinta rilevante. Giovedì 27 dicembre il Turchia ha toccato un top a 108,16 $ in apertura per poi tornare verso i 104. Il motivo di tanta variabilità dipende in parte dall’incontro/scontro con la media mobile a 200 periodi, per la prima volta da molto tempo. Ciò fra l’altro sta alimentando sedute con maggiori scambi rispetto alla media, perché il problema – comune a tanti titoli – sta nell’illiquidità in non poche giornate operative sul Mot, mentre su Tlx (come già detto) la costanza è nettamente migliore. Preferibile quindi operare su questo secondo mercato o – per chi lo possa fare – sull’“Otc”. L’8% in dollari è una delle emissioni più quotate sulle diverse Borse europee, con l’inevitabile robusta presenza di intermediari, attivi con “bid”-“ask” piuttosto contenuti. Fra gli oltre dieci controllati ieri si è registrato un ottimo allineamento di quotazioni.

Fase correttiva in corso?

Il contatto con la media mobile a 200 sedute è avvenuto in realtà in concomitanza con una certa nuova debolezza della lira turca, che torna verso i 6,30 Eur/Try dopo essere scesa verso i 5,80. I timori di recessione per l’economia del Paese stanno impattando sulla tenuta della valuta e inevitabilmente sui titoli di Stato in dollari. Questa correlazione è importante perché consente di valutare i potenziali movimenti futuri di un bond come l’8%, molto esposto alle notizie sullo stato di salute nazionale, ben più di quanto non lo sia rispetto alla politica monetaria della divisa di riferimento e quindi della Fed. Il Turchia 2034 si conferma quindi una trottola e proprio per questo merita attenzione, specialmente da chi opera attivamente sui mercati. 

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