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Bond oggi: per Saxo Bank la Bce aumenterà i tassi nel 2020!

Lorenzo Raffo
 

Talvolta è un gioco e talvolta una provocazione. Ogni anno a dicembre la banca danese Saxo annuncia le sue “oltraggiose predizioni” per l’anno successivo. Intenzionalmente sfrontate hanno il vantaggio di mettere in discussione le più assodate convinzioni, che ai tempi d’oggi non hanno più alcuna certezza. Per il 2020 uno dei presagi più azzardati riguarda la politica monetaria della Bce. Secondo gli estensori delle “predictions” c’è l’ipotesi che Eurotower possa aumentare i tassi nel corso del prossimo anno e che lo faccia addirittura presto. Nell’arco di poco meno di dodici mesi si direbbe quindi addio ai saggi negativi per salire un po’ sopra quota zero. 

Salvare le banche

Il perché di una decisione così inattesa dipende, nella visione di Saxo Bank, da vari fattori, riferiti allo stato di salute del mondo creditizio. L’attuale quadro finanziario ed economico molto sfavorevole, una redditività insoddisfacente, le pressioni regolamentari dovute a Basilea IV e infine la nuova concorrenza delle società di fintech, seppur limitata a settori di nicchia, determinano una debolezza strutturale che non può più persistere per tanto tempo. In realtà si capisce che la scelta di vari istituti di credito di trasferire i tassi negativi alla clientela è un ulteriore fattore di tensione di cui anche la Bce deve tenere conto. 

La svolta inattesa

Dunque tutto questo porterebbe Christine Lagarde, pressata dai banchieri centrali di non pochi Paesi europei, a smentire i propri recenti annunci di tono ben diverso e a cavalcare la strada di un’inversione di politica monetaria, che Saxo Bank ipotizza già per i primi mesi del 2020. In poco tempo il tasso di riferimento della Bce potrebbe abbandonare quota zero, senza tuttavia allontanarsi di molto. Inevitabile l’effetto di traino per i tassi reali applicati sui mercati e quindi per swap, depositi di risparmio e mutui ipotecari. Si tratterebbe di una vera inversione certamente nella direzione auspicata dal mondo finanziario, con possibile negatività però per l’economia reale, dovuta più all’effetto emotivo che agli impatti concreti.

Azioni del credito alle stelle?

Se questa “outrageous prediction” si realizzasse, non restando solo fra i miraggi ipotetici della banca danese, cosa succederebbe ai mercati? Poco a titoli di Stato e obbligazioni a tasso fisso, che già da tempo manifestano una relativa maggiore debolezza rispetto a quanto ci si potrebbe attendere dalle intenzioni della Bce, ma molto di più per le azioni bancarie. Saxo Bank suppone che l’indice di settore riferito all’EuroStoxx ne trarrebbe un rilevante vantaggio, dell’ordine del 30% nel 2020, con inevitabili ripercussioni sugli Etf con tale sottostante. Di conseguenza una pressione rialzista l’avvertirebbe anche il comparto dei bond a tasso variabile, indebolitisi negli ultimi tempi ma meno di quanto era avvenuto in concomitanza con il primo Quantitative Easing. La congettura oltraggiosa dei danesi può apparire quasi un gioco. In parte lo è ma in parte anticipa un sentiment che pure il mercato manifesta. Pronto però a smentirsi se le cupe previsioni per l’economia europea, che qualcuno fa, dovessero concretizzarsi. 

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