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Bonomi dal Papa: "Nostro dovere lavoro degno ma da politica orizzonti corti"

(Adnkronos) - Il dovere di offrire un lavoro degno e davvero libero, indisponibile a qualunque potere o ideologia che contrasti i rischi legati ad una concezione della crescita fondata sulla finanza per la finanza. E' il nuovo 'umanesimo industriale' che oggi il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha tratteggiato nel corso del suo intervento all'assemblea pubblica che, unica nella storia di viale dell'Astronomia, si è svolta in Vaticano in udienza da Papa Francesco. Un impegno tanto più "chiaro ed univoco " per replicare al rinnovato e "imperante pregiudizio anti-impresa" e respingere i j'accuse che comunemente si ritrova a subire il mondo industriale, denuncia ancora Bonomi.

E quindi retribuzioni infime? "Non riguarda in alcun modo l’industria. Quelli non siamo noi. Ecco perché il tema dell’intervento per legge sul salario minimo non ci tocca. Ad essersi opposti sono altri settori, sui quali bisognerebbe, invece, avere il coraggio di intervenire". Precariato, lavoro nero, finte partite Iva, tirocini non formativi? "Non è la manifattura, non siamo noi, ad offrire queste forme di sottoccupazione e spesso vero e proprio sfruttamento", aggiunge rivendicando "il senso di responsabilità sociale dell'industria, la copertura contrattuale e il rapporto con i sindacati tale da contenere in maniera massiccia tali gravi fenomeni di disgregazione sociale”.

Piuttosto, prosegue Bonomi anche nel corso della conferenza stampa seguita all'Assemblea, è il Paese ad essere "smarrito, diviso, ingiusto con troppi dei suoi figli e con lo sguardo schiacciato sui bisogni del presente". Ed è la politica, rimasta fuori per scelta dall'udienza in Vaticano alla quale Bonomi riserva comunque varie stoccate, ad avere "orizzonti che sembrano sempre più corti e schiacciati su false priorità" là dove le imprese "avvertono più che mai la necessità di progetti di lungo orizzonte, come unica via per dare risposta ai drammatici problemi della società italiana".

I numeri sull’occupazione, d’altra parte, sono ancora pesanti e lontani da quella dignità invocata anche dal Papa nel 2017. "Anche nelle fasi di ripresa economica, non riusciamo a superare la soglia del 60% di occupati tra i 15 e i 64 anni. I tassi di partecipazione al lavoro di giovani e donne restano tra i 15 e i 20 punti inferiori a quelli dei paesi nordeuropei. Abbiamo raddoppiato il numero di poveri assoluti malgrado un enorme balzo all’insù della spesa sociale. Abbiamo il record negativo, attualmente al 39%, di posti di lavoro per i quali la manifattura non trova profii formati adeguati. Un numero elevatissimo di Neet tra i giovani", elenca Bonomi che rinnova la critica sulla spesa sociale che "resta fortemente squilibrata a favore delle pensioni, non dei giovani".

Sarà dunque proprio sul lavoro il tema sul quale Confindustria chiama all'appello il prossimo governo. "Stanno emergendo tutte le debolezze del nostro Paese. Registriamo una partecipazione molto bassa al lavoro, l'occupazione di donne e giovani è di 15-20 punti sotto la media europea. Bisogna intervenire garantendo interventi a sostegno del reddito. La Cigs sul modello di quella per il Covid può essere un modello su cui ragionare", ribadisce sollecitando quel taglio del costo del lavoro dettagliato anche al governo Draghi su cui aspetta alla prova anche il prossimo premier.

"Oggi in campagna elettorale sono tutti sono d'accordo con Confindustria, ma sono loro al governo. Se sono tutti d'accordo che lo facciano: taglino il cuneo fiscale. I 16 miliardi ci sono per farlo. Dimentichiamo che ogni anno spendiamo 1000 miliardi di spesa pubblica, da lì si possono trovare quei 16 miliardi. Quella spesa usiamola per ridistribuire e dare più soldi agli italiani", dice ancora.E poi, il "tetto al prezzo del gas" i cui appelli "sono rimasti inascoltati" e un piano di razionamento" da fare insieme per non fermare le imprese che se fossero costrette a chiudere non riaprirebbero più, lasciando migliaia di lavoratori senza impiego e migliaia di famiglie senza reddito"

E infine, la rivendicazione del ruolo di Confindustria: "una Associazione, autonoma, agovernativa e apartitica che propone e risponde solo nel merito degli interventi legislativi" dice Bonomi rispondendo così alle indiscrezioni che lo volevano pronto a scendere nell'agone politico se non ministro nella squadra di Fratelli d'Italia. "Io ministro? ho un incarico. Sono il presidente dei Confindustria. E' ben chiaro il mio mandato fino al 2024", esplicita poi in conferenza stampa. L'udienza nella sala Nervi di oggi resta per viale dell'Astronomia comunque, "un evento straordinario": "grazie per questa straordinaria opportunità. Auspichiamo un benedizione di cui abbiamo tanto bisogno", conclude prima di lasciare che Papa Francesco inizi l'udienza. (Alessandra Testorio)