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Bonus mobili ed elettrodomestici: come funziona e chi ne ha diritto

·3 minuto per la lettura
Bonus mobili ed elettrodomestici: come funziona e chi ne ha diritto (Getty Images)
Bonus mobili ed elettrodomestici: come funziona e chi ne ha diritto (Getty Images)

Il bonus mobili ed elettrodomestici è l'agevolazione riconosciuta per l'acquisto e sostituzione di apparecchi elettrici e arredi che la legge di Bilancio 2022 ha prorogato fino al 2024, ma con alcune modifiche rispetto al passato. Scopriamo cosa cambia, come funziona e chi ha diritto al bonus.

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Bonus mobili ed elettrodomestici: di che cosa si tratta?

Il bonus consiste in una detrazione Irpef del 50% ripartita in dieci quote annuali riconosciuta a chi acquista arredi per un immobile in corso di ristrutturazione. Oltre all'arredamento è possibile usufruire dell'incentivo anche per l'acquisto di grandi elettrodomestici. Si legge nella circolare dell'Agenzia delle Entrate che "gli interventi di ristrutturazione edilizia devono essere stati realizzati a partire dal 1° gennaio dell'anno precedente a quello dell'acquisto dei beni" di arredo.

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A quanto ammonta la spesa massima detraibile?

L'importo massimo detraibile per il 2022 è di 10.000 euro, mentre per gli anni 2023 e 2024 si attesterà a 5.000 euro. Il limite massimo di spesa - precisa l'Agenzia delle Entrate - riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell'edificio oggetto di ristrutturazione. Ciò significa che il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.

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Quali arredi e quali elettrodomestici sono ammessi per usufruire del bonus

A beneficiare dell'agevolazione sarà "chi acquista entro il 31 dicembre 2024 mobili ed elettrodomestici nuovi", che però rispettino determinati parametri. In concreto, i mobili per cui è possibile chiedere il bonus sono, ad esempio: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, i materassi e gli apparecchi di illuminazione che completino l'arredo dell'immobile in ristrutturazione. Sono invece esclusi gli acquisti di porte, di pavimentazioni (per esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.

Per quanto riguarda gli elettrodomestici, si deve guardare alla classe: i forni non dovranno essere di classe inferiore alla A, mentre le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie non dovranno essere al di sotto della classe E. Il target è invece la classe F per i frigoriferi e i congelatori.

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Come pagare mobili ed elettrodomestici per ottenere l'agevolazione?

Il pagamento deve essere necessariamente effettuato "con bonifico o carta di debito o credito: non è consentito infatti pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento". La detrazione, specifica ancora la circolare delle Entrate, è ammessa "anche se i beni sono stati acquistati con un finanziamento a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con le stesse modalità prima indicate e il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento".

Chi vorrà dunque usufruire correttamente del bonus dovrà conservare una ricevuta, e insieme "le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti". Da tenere con sé anche "lo scontrino che riporta il codice fiscale dell'acquirente, insieme all'indicazione della natura, della qualità e della quantità dei beni acquistati, è equivalente alla fattura. Rispettando tutte queste prescrizioni, la detrazione - precisa l'Agenzia delle Entrate - può essere fruita anche nel caso di mobili e grandi elettrodomestici acquistati all'estero".

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