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Bonus partita Iva, va restituito? Chi rischia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·2 minuto per la lettura

Controlli a tappeto dell'Agenzia delle Entrate, e c'è chi rischia di dover restituire il Bonus partita iva da 600 euro erogato dal governo Conte bis in una delle prime, terribili fasi dell'emergenza coronavirus in Italia dal governo Conte bis. A spiegare chi potrebbe vedersi togliere l'agevolazione è il sito di informazione legale laleggepertutti.it.

Le verifiche, spiega laleggepertutti.it, saranno portate avanti attraverso un avanzato sistema di intelligenza artificiale e avranno ad oggetto tutti i possessori di partita Iva destinatari del bonus: "Si tratterà di un vero e proprio giro di vite anti-furbetti, dopo l’episodio, che tanta indignazione ha provocato, dei parlamentari che chiesero il beneficio. Lo scopo è quello di fare in modo che chi non doveva percepire le somme, ma le ha avute lo stesso, restituisca al Fisco fino all’ultimo centesimo".

Se le ispezioni accerteranno la non spettanza del bonus, "il beneficio - si legge ancora - verrà revocato e sarà inviata al diretto interessato una richiesta di restituzione dei 600 euro. Restituzioni che riguarderanno non solo chi è riuscito ad ottenere l’agevolazione con un escamotage, ma anche coloro che hanno ricevuto i soldi per un errore materiale dell’ente erogatore".

Ma i controlli, avverte ancora laleggepertutti.it, "non riguarderanno soltanto il bonus partita Iva: saranno ad ampio spettro. Questo significa che si punta anche a recuperare le tasse non ancora versate al Fisco, estendendo le verifiche, in generale, alle spettanze del contribuente per controllare la sua posizione nei confronti dell’Erario. Vuol dire, in pratica, che le cifre che l’Agenzia delle Entrate chiederà potrebbero essere, in alcuni casi, ben più alte dei 600 euro del bonus".

L’apparato di verifica, si spiega, "si preannuncia imponente: almeno trecento i controlli che l’ente di riscossione prevede di eseguire ogni giorno, per un totale di oltre centomila lavoratori con partita Iva nel giro di un anno e 340mila nell’arco di un triennio. L’obiettivo è recuperare 40 miliardi di euro non versati".