Italia markets closed
  • FTSE MIB

    24.621,72
    -63,95 (-0,26%)
     
  • Dow Jones

    34.429,88
    +34,87 (+0,10%)
     
  • Nasdaq

    11.461,50
    -20,95 (-0,18%)
     
  • Nikkei 225

    27.777,90
    -448,18 (-1,59%)
     
  • Petrolio

    80,34
    -0,88 (-1,08%)
     
  • BTC-EUR

    16.104,36
    -99,79 (-0,62%)
     
  • CMC Crypto 200

    404,33
    +2,91 (+0,72%)
     
  • Oro

    1.811,40
    -3,80 (-0,21%)
     
  • EUR/USD

    1,0531
    +0,0002 (+0,02%)
     
  • S&P 500

    4.071,70
    -4,87 (-0,12%)
     
  • HANG SENG

    18.675,35
    -61,09 (-0,33%)
     
  • Euro Stoxx 50

    3.977,90
    -6,60 (-0,17%)
     
  • EUR/GBP

    0,8576
    -0,0009 (-0,10%)
     
  • EUR/CHF

    0,9871
    +0,0010 (+0,10%)
     
  • EUR/CAD

    1,4193
    +0,0068 (+0,48%)
     

Bonus a redditi più bassi e aumento stipendi contro inflazione: ecco perché servono

(Adnkronos) - Bonus per i redditi più bassi, aumenti limitati di stipendio, aiuti contro il caro bollette e azioni a lungo termine contro lo shock energetico. Per Carlo Altomonte, docente di Politica monetaria europea all’Università Bocconi, sono questi gli interventi da mettere in campo contro il caro inflazione.

Come spiega Altomonte a Money.it l’aumento dei prezzi può essere contrastato con una serie di azioni limitate. Ma non con una misura come l’estensione della flat tax per i redditi superiori ai 65mila euro, un intervento che a suo giudizio dovrebbe essere rimandato a dopo la fine della crisi energetica.

Il primo passo riguarda gli stipendi: bisogna evitare, spiega il professore, di aumentare l’importo in busta paga in via definitiva e, soprattutto, adeguandolo all’inflazione attuale. Meglio un intervento nel breve periodo che dia nuovamente più potere d’acquisto ai lavoratori, ma che sia ancorato all’inflazione programmata, quella che secondo la Bce si attesterà nei prossimi anni intorno al 2%.

L’importante è evitare la spirale inflazionistica che verrebbe causata da un aumento degli stipendi commisurato all’inflazione attuale, portando a una “rincorsa tra prezzi e salari che non fa bene”. Per questo, secondo Altomonte, è giusto pensare a un taglio del cuneo fiscale - misura ritenuta corretta “in generale” - ma sarebbe meglio intervenire con l’introduzione di bonus per chi ha redditi più bassi, come fatto per esempio dal governo Draghi con i bonus da 200 e da 150 euro.

Per quanto riguarda l’intervento contro il caro bollette, invece, secondo il professore bisognerebbe puntare su misure basate sui redditi e non indirizzate a tutti. Inoltre sarebbe necessario fare in modo di non incentivare i consumi di gas, evitando sostegni indiscriminati a tutti. Infine un intervento corretto potrebbe riguardare anche il rinnovo di tutti i contratti, ma anche in questo caso sarebbe giusto farlo adeguando gli stipendi all’inflazione programmata.