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Boom dei formaggi, ecco come la pandemia ha cambiato la dieta degli italiani

Fabrizio Arnhold
·4 minuto per la lettura
Boom dei formaggi, ecco come la pandemia ha cambiato la dieta degli italiani
Boom dei formaggi, ecco come la pandemia ha cambiato la dieta degli italiani

Il comparto ha registrato una crescita complessiva del +10% nel 2020, con un giro d’affari pari a 7 miliardi di euro. Tra i formaggi preferiti, balzo in avanti del Gorgonzola con un aumento di spesa pari al +25%

In un anno il Covid ha cambiato tutto. Alcune tendenze sono destinate a restare, anche nel post virus, quando torneremo ad una “nuova normalità”. A mutare, oltre al lavoro e alla vita sociale, sono state anche le abitudini alimentari degli italiani. Chiusi in casa è aumentata la spesa per l’alimentare ed è invece crollata quella per la ristorazione. Novità anche in fatto di dieta che ha visto aumentare il consumo di formaggi.

AUMENTA LA SPESA PER L’ALIMENTARE

I consumi alimentari domestici sono cresciuti del +7,4% nel 2020, con picchi del +20% a marzo, secondo i dati dell’ultimo rapporto Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare. Con l’allentamento delle restrizioni, durante la scorsa estate, la situazione è tornata a normalizzarsi per poi registrare un ulteriore aumento con le successive misure di lockdown. La crescita ha riguardato soprattutto i prodotti confezionati (+8%), probabilmente considerati più sicuri, ma anche quelli freschi (+5,9%).

I SETTORI CHE SONO CRESCIUTI DI PIÙ

Tra i settori merceologici, quelli cresciuti maggiormente sono la spesa per le uova (+15%), quella per la carne (+10%) e salumi +8,3%. Cresce anche la spesa per gli ortaggi (+9%), stesso balzo all’insù per la frutta, anche se sul dato di aumento della spesa ha inciso maggiormente l’aumento dei prezzi. Con l’impossibilità di uscire a cena, è aumentata anche la spesa per le bevande alcoliche, con la birra +11,2% e il settore dei vini e spumanti al +8,1%. In flessione, invece, il pane fresco (-8%), mentre le farine hanno registrato un balzo in avanti significativo +38%. È calato il consumo di latte fresco -5%, in deciso rialzo invece le quotazioni dei formaggi sulla tavola degli italiani.

CRESCITA ACCENTUATA PER I FORMAGGI

Leggendo i dati di un altro studio, quello IRI su Latte e Derivati, emerge come nel 2020 il comparto abbia registrato una crescita complessiva del +8%, con un giro d’affari che ha raggiunto i 12,2 miliardi di euro. Come detto, il latte fresco ha invece registrato un calo, soprattutto a causa del cambiamento delle abitudini degli italiani nel modo di fare colazione. Con il primo lockdown, sono in molti coloro che hanno sfruttato il tempo in casa per cimentarsi ai fornelli. Questo ha comportato un aumento di consumo di panna, besciamella e burro, con incrementi superiori al 17%. In questo scenario, si mettono in evidenza i formaggi, con un aumento del 10% dell’intero comparto che vale oltre 7 miliardi di euro.

PESO IMPOSTO E PESO VARIABILE

L’emergenza sanitaria ha portato i consumatori ad evitare, se possibile, il banco dei freschi nei supermercati. Questa tendenza ha comportato una crescita delle vendite a peso imposto, ossia dei prodotti già confezionati, rispetto a quelli freschi dal peso variabile. Il discorso vale anche per i formaggi, con le vendite a peso imposto in particolare. Questa preferenza, in realtà, era già stata registrata prima della pandemia. Il Covid, come succede anche per altri aspetti, ha svolto il ruolo di acceleratore di tendenze che già in atto. I formaggi a peso variabile, quelli quindi serviti ai banchi assistiti, sono comunque cresciuti del 3%.

IL SUPERMERCATO TRAINA LA CRESCITA

Tra i formaggi a peso imposto, la crescita nell’ultimo anno ha raggiunto il mezzo miliardo di euro. Tutti i canali hanno registrato un incremento: si evidenzia la performance del discount (+18%) e che è arrivato ad assorbire circa il 25% del fatturato complessivo dei supermercati. A contribuire a questo successo, c’è anche la crisi economica che ha spinto molti consumatori a inseguire un maggiore risparmio, preferendo quindi il discount. Strappo in avanti anche per l’online, che è esploso durante la pandemia, interessando tutto il settore del Largo Consumo. Nello specifico, il canale online ha fatto registrare una crescita del +165%. Da sottolineare anche il forte incremento del food delivery: anche in questo caso la modalità si stava diffondendo anche prima del Covid, ma la pandemia ha dato una spinta decisiva.

GORGONZOLA SUPERSTAR

A fare la voce grossa sono i prodotti Dop, con tassi di crescita molto elevati. E tra i prodotti tipici spicca il Gorgonzola, con un aumento della spesa del 25%. I consumatori sono sempre più consapevoli, contribuendo alla diffusione di fenomeni come il “Free From” e il biologico. Nell’ambito dei formaggi, questa nuova tendenza salta all’occhio soprattutto nella crescita di prodotti senza lattosio, con diversi brand che hanno inserito nelle gamme di prodotto alcune varianti prive di lattosio. Resta più di nicchia il biologico con una quota di mercato che non supera l’1%. Nei prossimi mesi, riporta lo studio IRI, molto dipenderà da quanto velocemente si tornerà ad una sorta di nuova normalità, con la ripresa anche dei consumi fuori casa. Fino ad allora è lecito attendersi un consolidamento del trend del 2020.