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Boom di vendite per il Brunello di Montalcino che non conosce crisi

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Boom di vendite per il Brunello di Montalcino che non conosce crisi
Boom di vendite per il Brunello di Montalcino che non conosce crisi

Da gennaio ad aprile 2021, + 43% di sigilli di Stato richiesti a garanzia d'eccellenza. Merito delle annate 2015 e 2016

È un 2021 stellare quello che sta vivendo il Brunello di Montalcino, vino rosso tra i più pregiati in Italia e rinomato nel mondo.

RECORD DI FASCETTE CONSEGNATE

Da maggio 2020 ad aprile di quest’anno è record assoluto di fascette Docg (denominazione di origine controllata e garantita) consegnate per le bottiglie del vino toscano collocate sul mercato. Merito, in gran parte, di due annate memorabili, il 2015 e il 2016, che da sole hanno fatto letteralmente schizzare le vendite.

LE DUE ANNATE DEL BOOM

Da metà novembre 2020 a oggi l’annata 2016 ha raggiunto 5,7 milioni di fascette date alle 250 imprese di Montalcino, ben oltre la metà di quelle prodotte nello stesso anno. Non da meno la riserva 2015, che in questi ultimi quattro mesi ha incrementato i volumi, sul pari periodo dell’anno scorso, del 583%.

L'EXPLOIT DEL PRIMO QUADRIMESTRE 2021

A rilevare la super performance del rosso toscano è un’analisi del Consorzio Brunello di Montalcino sui contrassegni di Stato rilasciati da Valoritalia, la società incaricata del controllo sui vini certificati DOC, DOCG e IGT. “Nonostante le difficoltà che tutti conosciamo – ha spiegato il presidente del Consorzio, Fabrizio Bindocci – siamo riusciti a chiudere molto bene il 2020, anche se il vero exploit lo stiamo registrando adesso: nei primi quattro mesi di quest’anno l’incremento sullo stesso periodo del precedente è addirittura del 38%”.

PROSSIMO OBIETTIVO: MERCATI EMERGENTI

Ma il dato davvero sensazionale riguarda il +43% di sigilli di Stato – apposti sulle bottiglie a garanzia d’eccellenza – richiesti nel primo quadrimestre di quest’anno rispetto alla media del triennio 2018-2020. “E non ci fermiamo qui”, prosegue Bindocci: “Siamo pronti ad accelerare sui mercati emergenti, Far East in primis, a considerare il primato negli Usa e le vendite nel Nord Europa, forti anche di una tendenza bio sempre più evidente, con la metà del vigneto Brunello certificato o in attesa di certificazione”.

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