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Boom investimenti green: Petrolio a rischio

Federica Pace
 

Il petrolio , che fino a qualche anno fa era uno degli investimenti più ambiti, oggi sembra non riscuotere più appeal tra gli investitori che, nel settore energetico preferiscono le imprese “green” , e più in generale si orientano verso le aziende tecnologiche.

Vediamo quali sono le possibili conseguenze di queste scelte di investimento sul mercato del petrolio.

Investimenti Petrolio a rischio: è boom di investimenti “green” e tech

Il petrolio potrebbe, nel giro di poco tempo, non essere più un investimento attraente per gli investitori, perdendo gradualmente fiducia sui mercati.

Sono le grandi multinazionali del settore hi-tech che stanno attraendo in misura sempre crescente gli investitori in virtù dei ritorni sugli investimenti, che riescono a generare maggiori profitti.

A questo fenomeno bisogna poi aggiungere anche la crescita esponenziale delle imprese del settore green che starebbero pian piano scalzando l'oro nero dagli investimenti convenienti.

Tutto ciò si traduce in un periodo di declini che sta interessando le grandi società petrolifere: sul punto un indicatore molto rappresentativo di questa situazione è rappresentato dal fatto che uno dei mostri sacri del mercato petrolifero, la società Exxon , è uscita dai primi dieci titoli a capitalizzazione più elevata.

Un evento che non accadeva da 90 anni, con l'intero settore energetico, che ha raggiunto il suo livello più basso di sempre.

Oltre a ciò, anche la volatilità repentina che ha sempre caratterizzato il settore energetico fa presagire che difficilmente con il petrolio si riescano ad effettuare dei buoni affari nel prossimo futuro.

Ma tutto ciò corrisponde alla realtà? Davvero in petrolio non sarà più un investimento conveniente?

Investire nel petrolio converrà in futuro?

Se si analizzano i dati relativi agli investimenti negli ultimi 5 anni, la risposta non può essere che positiva.

Infatti la preferenza degli investitori si sono concentrate per oltre il 30% su 5 titoli del settore tecnologico , vale a dire Facebook, Apple, Alphabet, Microsoft e Amazon.

Questo settore, infatti, negli ultimi 20 anni ha fatto registrare una crescita continua, soprattutto in termini di profitti, che invece il settore energetico non è riuscito ad eguagliare.

Un elemento importante da tenere in considerazione è legato al fatto che il prezzo del greggio continua però a mantenersi intorno ad una soglia compresa tra i 50 e i 60 dollari.

Il vero pericolo per il petrolio è costituito dalle imprese impegnate nel settore delle fonti rinnovabili , che stanno conquistando sempre più maggiore appeal.

Secondo diversi studiosi, affinché il petrolio possa ritornare ad essere competitivo sul mercato, è necessario che il prezzo si attesti intorno ai 10 dollari al barile.

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