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Boom per il turismo in Italia: le città più visitate

Boom per il turismo in Italia: le città più visitate

Il 2018 è stato un anno da record per il turismo. Roma è la città più visitata, come rileva l’Istat, mentre Venezia acquista sempre più interesse e affianca Milano al secondo posto. Nel corso dell'anno scorso, "gli esercizi ricettivi italiani, con circa 428,8 milioni di presenze e 128,1 milioni di arrivi, hanno raggiunto un nuovo massimo storico, superando il picco già raggiunto nel 2017".

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Il podio

Roma si conferma la principale destinazione con circa 29 milioni di presenze (6,8% del totale nazionale; 4,1% della clientela nazionale e 9,4% di quella estera). Venezia guadagna un posto in graduatoria e affianca al secondo posto Milano (entrambe con 12,1 milioni di presenze circa, pari al 2,8% di quote).

La situazione di alberghi e bed & breakfast

“L’Italia è il terzo Paese in Europa per numero di presenze negli esercizi ricettivi, dopo Spagna e Francia", a detta dell’istituto di ricerca Istat. Intanto, continua la dinamica positiva della domanda interna di turismo, con un aumento sia degli arrivi (+3,6%) sia delle presenze (+1,1%) di clienti residenti in Italia.

Si stima inoltre che le vacanze rappresentino circa l'85% dei viaggi effettuati dai residenti pernottando negli esercizi ricettivi italiani (91,0% delle notti), in aumento del 13,9% rispetto all'anno precedente (+8,3% in termini di notti), consolidando il trend positivo registrato a partire dal 2016.

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Quanto si spende

Si spendono in media 365 euro per viaggio e 83 euro per notte, in diminuzione rispetto al 2017 (rispettivamente -9,7% e -4,6%) attestandosi ai livelli del 2016.

La provenienza dei turisti

L'anno scorso, i cittadini tedeschi hanno fatto registrare quasi 59 milioni di notti trascorse, con una quota sul totale delle presenze di turisti non residenti pari al 27,1%. Seguono, con percentuali più basse, le persone che che provengono da Stati Uniti, Francia, Regno Unito (tutte intorno ai 6,5 punti percentuali) e quelle in arrivo da Paesi Bassi, Svizzera, Liechtenstein e Austria (circa 5%).