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Boris Johnson molla: premier Gb annuncerà oggi il passo indietro

Image from askanews web site
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Roma, 7 lug. (askanews) - Il primo ministro britannico Boris Johnson farà "oggi una dichiarazione al paese" con la quale annuncerà le sue dimissioni da leader del Partito conservatore e da primo ministro a partire dalla nomina di un nuovo leader a ottobre. Lo riferiscono i media britannici.

Johnson "farà una dichiaraizone al paese oggi", ha detto laconicamente un portavoce di Downing Street, quando ormai tutti i media di Londra lanciavano la breaking news delle dimissioni di BoJo. Secondo Sky, il primo ministro ha annunciato l'intenzione di dimettersi al presidente del Comitato Tory 1922, Sir Graham Brady, dopo una raffica di ritiri dal governo che, dopo gli oltre 40 di ieri, hanno continuato a manifestarsi oggi.

E' l'implosione per il governo del primo ministro "sovranista", che segna la fine di una fase di personali successi per Johnson che hanno avuto il loro apice con il referendumo della Brexit. Divenuto primo ministro, alla fine, sarà rimasto in carica poco più di tre anni in uno dei mandati più brevi del dopoguerra per la Gran Bretagna.

La conferma del passo indietro di BoJo arriva poco dopo che oggi anche la ministra dell'Educazione Michelle Donelan si è dimessa, sole 36 ore dopo aver assunto l'incarico. E anche il nuovo cancelliere dello scacchiere, Nadhim Zahawi, ha chiesto al capo del governo un passo indietro immediato, giudicando la sua posizione insostenibile.

Johnson ha cercato di resistere fino a oggi, anche dopo che il governo era letteralmente imploso, con oltre 40 membri dimissionari fino a ieri e con i ministri che si erano rivolti in lui in un incontro chiedendogli di sacrificarsi per il bene del partito e del paese.

A inguaiare definitivamente il fumantino primo ministro di Gran Bretagna è stato il fatto che Johnson abbia sostenuto la nomina a vice-capo whip Chris Pincher, coinvolto in uno scandalo sessuale.

Boris Johnson si è difeso dalle accuse sostenendo che non sapeva delle responsabilità di Pincher quando a febbraio sostenne la sua nomina. Ha detto che detesta "l'abuso di potere, nel suo partito o in qualsiasi altro partito" e di "aver agito immediatamente contro Pincher la scorsa settimana".

Quest'ultima una mezza verità visto che Johnson non ha rimosso immediatamente Pincher dal partito. Inizialmente ha resistito, dicendo che le sue dimissioni erano sufficienti. "Sono molto dispiaciuto che abbia continuato in carica", ha detto ancora, ripetendo quanto detto prima alla Bbc, prima di affermare che le persone "vogliono sentire parlare di altri temi, come i 500mila nuovi posti di lavoro creati".

Scuse deboli, che hanno irritato ulteriormente i membri del partito i quali, negli ultimi due giorni, hanno iniziato un pressing sia verbale sia con atti (cioè le dimissioni in massa dal governo) che costringere BoJo al passo indietro.

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