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Borsa: dicembre inizia all’insegna delle vendite

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Con tre tweet, Donald Trump ha spedito in ribasso l’azionario del vecchio continente. Nel primo, The Donald ha attaccato Brasile e Argentina annunciando che ripristinerà le tariffe sull’acciaio e l’alluminio. –“Brasile e Argentina hanno messo in campo una forte svalutazione delle loro valute e questo non è positivo per i nostri agricoltori”, ha scritto Trump. “Di conseguenza, e con effetto immediato, ripristinerò le tariffe su tutto l’acciaio e l’alluminio che verrà spedito negli Stati Uniti da quei Paesi”, si legge nel tweet. 

Nel secondo, il presidente statunitense non si è lasciato sfuggire l’opportunità di tornare ad attaccare la Federal Reserve, da sempre uno dei suoi bersagli preferiti. “La Federal Reserve – ha rilevato Trump- dovrebbe agire per far sì che questi Paesi (Brasile e Argentina, ndr), così come molti altri, non traggano vantaggio dalla forza del dollaro svalutando ulteriormente le loro valute”. Questo, continua un Trump come sempre particolarmente combattivo, “rende molto difficile per i nostri industriali ed i nostri agricoltori esportare equamente”. “Abbassa e allenta i tassi, Fed!”. Con il terzo messaggio l’inquilino della Casa Bianca ha rilevato come i mercati siano saliti del 21% da quando, a gennaio 2018, i dazi sono stati annunciati “e (con i dazi, ndr) gli Stati Uniti stanno accumulando un enorme quantità di denaro (che stiamo dando ai nostri agricoltori, nel mirino della Cina)!”. 

In questo contesto, e a dispetto delle indicazioni migliori delle stime arrivate dal comparto manifatturiero di Cina, Europa e Gran Bretagna, i listini europei hanno tutti terminato con il segno meno. Rosso del 2,28% per paniere principale della borsa di Milano, il Ftse Mib, che si è fermato a 22.728,59 punti a causa dei forti realizzi sul comparto delle utility: A2A ha terminato in calo del 4,36%, Enel ha perso il 3,66% ed Hera è scesa del 4,05%.  

Tra le cause che hanno innescato le vendite sul comparto troviamo il nuovo rialzo messo a segno dai rendimenti dei titoli italiani e quindi dello spread, salito a 171,6 punti base (+1,6%). Nel comparto bancario segnaliamo il -1,28% di Intesa Sanpaolo, il -1,54% di UniCredit e il -1,93% di Banco BPM.  

Tra i titoli della galassia Agnelli, -0,55% per le azioni Juventus nel primo giorno dell’aumento di capitale da 300 milioni di euro e -1,99% per Exor, alle prese con la probabile acquisizione di Gedi (sospesa) da Cir (+9,92%). Contrazione dello 0,95% per FCA, che ha chiuso la trattativa con il sindacato United Auto Workers. (in collaborazione con money.it)