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Borsa, Ftse Mib poco mosso, spread in aumento

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·2 minuto per la lettura

Chiusura di poco sotto la parità per la borsa di Milano nel giorno del via libera del Consiglio dei Ministri al Documento di economia e finanza e alla richiesta di un nuovo scostamento di bilancio per 40 miliardi di euro.

Con una crescita stimata per l’anno corrente al 4,5%, il disavanzo è visto all’11,8% della ricchezza prodotta. L’aggiornamento ha spinto al rialzo lo spread Btp-Bund, in aumento dell’1,9% a 105 punti base.

Dal fronte statunitense, buone nuove sono arrivate sia dagli aggiornamenti macroeconomici (le nuove richieste di sussidio sono scese da 769 a 576 mila unità e le vendite al dettaglio sono salite dell’8,4%, oltre 3 punti in più rispetto alle stime) e sia dai numeri trimestrali di big del comparto finanziario del calibro di Bank of America, Citigroup e Blackrock.

A frenare l’andamento del Ftse Mib, che ha terminato a 24.528,69 punti (-0,19%), è stato il comparto energetico (-3,65% di Tenaris, -1,18% di Eni), gli industriali (-1,66% di CNH e -1,02% di Leonardo) ed il settore del risparmio gestito (-1,35%di FinecoBank, -0,91% di Banca Mediolanum).

Nel comparto bancario Intesa Sanpaolo ha terminato con un -0,26% ed UniCredit con un 1,14% nel giorno dell'assemblea degli azionisti che ha votato sull'approvazione del bilancio ed il rinnovo del Cda (la sostanziosa remunerazione del nuovo Ceo Andrea Orcel è stata approvata con una maggioranza del 54,1%)

Nel comparto segno meno per il Creval (-0,73% a 12,25 euro). Come da previsioni, il Crédit Agricole Italia ha incrementato il corrispettivo dell’offerta pubblica di acquisto volontaria da 10,5 a 12,2 euro.

Le performance migliori sono state registrate da Amplifon e Inwit, salite rispettivamente del 2,84 e del 2,15 per cento. A spingere quest’ultima è stato il parere favorevole della Commissione della camera di trasporti, poste e telecomunicazioni sull’incremento dei limiti di emissione elettromagnetiche.

Parità per Stellantis (-0,05%) nel giorno dell’assemblea e dopo l’annuncio dell’accordo di consultazione siglato tra Exor e Peugeot 1810 (in collaborazione con money.it).